24/06/2026 11:29 - Salud
Quello che mangiamo influisce direttamente sul rischio di sviluppare malattie croniche. Negli ultimi anni, numerosi studi scientifici hanno indicato nella stessa direzione: privilegiare alimenti veri e limitare il consumo di prodotti ultra-processati, anche quando vengono promossi con etichette salutistiche o light.
In questa linea, una recente ricerca francese pubblicata sull'European Heart Journal, la rivista scientifica della Società Europea di Cardiologia (ESC), suggerisce che chi consuma regolarmente prodotti con conservanti potrebbe affrontare un rischio maggiore di ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari.
Lo studio osservazionale è stato guidato dall'Equipe di Ricerca in Epidemiologia Nutrizionale dell'Università Sorbonne Paris Nord e dell'Università Paris Cité, con la dottoressa Mathilde Touvier (direttrice di ricerca dell'INSERM) e Anaïs Hasenböhler (dottoranda) come responsabili.
L'analisi, che fa parte della coorte NutriNet-Santé, ha seguito 112.395 volontari in tutta Francia per una media di sette-otto anni. Ogni sei mesi, i partecipanti riferivano tutto ciò che avevano mangiato e bevuto durante periodi di tre giorni.
Dato chiave: Il 99,5% dei partecipanti ha consumato almeno un conservante alimentare durante i primi due anni dello studio.
I ricercatori hanno analizzato nel dettaglio gli ingredienti di alimenti e bevande, inclusi i loro conservanti, e hanno seguito la salute dei volontari per rilevare se sviluppavano ipertensione o malattie cardiovascolari.
È importante notare che in Italia questi additivi sono ampiamente diffusi e si trovano comunemente nei supermercati. La normativa europea (E) li identifica con codici specifici che appaiono nelle etichette dei prodotti confezionati.
| Additivo | Codice | Dove si trova |
|---|---|---|
| Sorbato di potassio | E202 | Pani industriali, formaggi, bevande e prodotti confezionati |
| Metabisolfito di potassio | E224 | Vini, frutta disidratata e alimenti conservati |
| Nitrito di sodio | E250 | Salumi, salsicce, prosciutti e carni processate |
| Acido ascorbico | E300 | Bevande, prodotti da forno, conserve e prodotti industrializzati |
| Ascorbato di sodio | E301 | Carni processate e prodotti confezionati |
| Eritorbato di sodio | E316 | Salumi e carni stagionate |
| Acido citrico | E330 | Bevande gassate, caramelle, succhi, salse e ultra-processati |
| Estratti di rosmarino | E392 | Snack, pasti pronti e prodotti surgelati |
In dialogo con Infobae, il dottor Nicolás Renna, presidente della Società Interamericana di Ipertensione (IASH), ex presidente della Società Argentina di Ipertensione Arteriale (SAHA) e ricercatore del CONICET, ha affermato che è uno studio molto rilevante per la sua grande dimensione popolazionale e per la qualità delle informazioni dietetiche raccolte.
Tuttavia, è importante sottolineare che si tratta di uno studio osservazionale. Questo significa che dimostra un'associazione, ma non può confermare che i conservanti siano la causa diretta dell'ipertensione o degli eventi cardiovascolari.
— Dr. Nicolás Renna, presidente della Società Interamericana di Ipertensione
Renna, capo dell'Unità Coronarica e dell'Unità di Ipertensione dell'Ospedale Spagnolo di Mendoza, ha precisato che la raccomandazione non è generare timore verso un conservante specifico, ma migliorare la qualità globale dell'alimentazione.
Non si tratta di eliminare completamente questi alimenti, ma di non farli costituire la base della dieta. L'evidenza attuale suggerisce che il modello alimentare globale ha molto più impatto sulla salute cardiovascolare di un singolo ingrediente o additivo isolato.
Lo specialista ha indicato che la prevenzione dell'ipertensione si basa su interventi sullo stile di vita con evidenza scientifica:
Dal punto di vista dell'alimentazione, i modelli dietetici con maggiore supporto scientifico sono la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) e la dieta mediterranea. Entrambe promuovono un alto consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, frutta secca e pesce, insieme a una minore assunzione di alimenti ultra-processati e sodio.
Per i lettori italiani: La dieta mediterranea, patrimonio culturale UNESCO, è proprio il modello alimentare tradizionale italiano. Privilegiare prodotti freschi, stagionali e locali non è solo salutare ma anche culturalmente vantaggioso.
Questi risultati devono essere interpretati come un segnale di allerta e come una nuova prova all'interno di un corpo di dati sempre più ampio che collega gli alimenti ultra-processati a un maggiore rischio cardiovascolare, ha sottolineato Renna.
Nella pratica clinica quotidiana non giustificano il divieto di determinati additivi né generano cambiamenti immediati nelle raccomandazioni, ma rafforzano l'importanza di promuovere modelli di alimentazione basati su alimenti freschi o minimamente processati.
Lo specialista ha anche sottolineato che la misurazione periodica della pressione arteriosa è fondamentale, dato che l'ipertensione è spesso una malattia silenziosa e la sua individuazione precoce permette di prevenire infarti, ictus e malattie renali.
La dottoressa Touvier ha avvertito che lo studio presenta alcune limitazioni inerenti al suo disegno osservazionale. Tuttavia, i risultati si basano su dati molto dettagliati e i ricercatori hanno tenuto conto di altri fattori che possono aumentare o diminuire il rischio di malattia cardiovascolare.
La ricerca sperimentale pubblicata suggerisce in modo coerente che i conservanti possono causare stress ossidativo nell'organismo o compromettere il funzionamento del pancreas.
Fonte: Infobae | European Heart Journal
Alfredo S. Quiroga