13/07/2026 21:56 - Economia
Il mercato finanziario argentino vive un momento di grande ottimismo. Secondo quanto riportato da iProfesional, il rischio Paese si attesta intorno ai 402 punti, il livello più basso dal marzo del 2018. Per chi non fosse familiare con il termine, il 'rischio Paese' è un indicatore che misura il premio che uno Stato paga sui propri titoli di debito rispetto a quelli considerati privi di rischio, come i Treasury bond americani. Una sua discesa continuativa apre le porte a un ciclo di forti guadagni per i detentori di obbligazioni sovrane argentine in dollari.
Sebbene il 13 luglio 2026 le attività argentine abbiano operato con un leggero calo, con l'indice azionario MERVAL (il principale mercato borsistico di Buenos Aires) che ha perso lo 0,3% e il rischio Paese che si è aggiustato a 405 punti secondo La Prensa, la tendenza generale nel corso dell'anno è stata altamente positiva. La compressione del rischio sovrano non solo consente allo Stato di finanziarsi a tassi più bassi, ma migliora anche le condizioni creditizie per il settore privato, stimolando investimento, consumo e occupazione.
Gli analisti delle principali società di consulenza concordano sul fatto che ci sia ancora margine per un'ulteriore compressione dell'indicatore verso fine anno:
Se il rischio Paese dovesse scendere a 300 punti, i guadagni impliciti nelle obbligazioni sovrane in dollari raggiungerebbero fino al 7%. I titoli più avvantaggiati sarebbero quelli a lungo termine, come AL35 (7,0%), AL41 (6,6%) e GD41 (6,3%). Anche con un aggiustamento a 350 punti, i guadagni proiettati si aggirerebbero intorno al 3,4%. I 'Bonar' (Bonos Nacionales Argentinos) sono strumenti di debito emessi dallo Stato federale.
Nonostante questo quadro favorevole, il Ministro dell'Economia, Luis Caputo, ha indicato che per il momento non tornerà sul mercato internazionale del debito volontario, una posizione confermata durante la presentazione del programma finanziario 2026-2027. Tuttavia, non esclude questa eventualità se il rischio Paese scende a livelli che permettono un finanziamento ancora più economico.
In sintonia con questa prudenza, il BCRA (Banco Central de la República Argentina, ovvero la banca centrale del Paese) ha lanciato uno scudo di misure con una potenza di fuoco di 20.000 milioni di dollari per mantenere il dollaro ancorato intorno ai 1.515 ARS (pesos argentini), di fronte alla sfida di una minore liquidazione di valute da parte del settore agroesportatore nel secondo semestre. Inoltre, il Governo ha pagato 4.200 milioni di dollari di debito e il 15 luglio 2026 emetterà il Bonar 2029 per 2.000 milioni di dollari, all'interno di un piano che proietta di coprire 24.900 milioni di dollari fino al 2027.
Con l'inflazione a CABA (la Ciudad Autónoma de Buenos Aires, la capitale federale) che mostra un notevole raffreddamento posizionandosi all'1,8% a giugno e un rischio Paese che continua a superare le barriere, il mercato guarda con speranza alla consolidazione della stabilità macroeconomica, consapevole che la calma finanziaria dipenderà dalle sfide che potrebbero emergere nel calendario elettorale del 2027.
Alfredo S. Quiroga