01/07/2026 18:21 - Judiciales
Questo mercoledì 1° luglio 2026, i fratelli Sergio e Pablo Schoklender tornano in aula presso i tribunali federali di Buenos Aires, nel quartiere di Comodoro Py. Il Tribunale Orale Federale 5 (TOF 5) ascolterà l'ampliamento della loro dichiarizione indiziaria nel contesto del giudizio sul caso "Sogni Condivisi".
Per capire l'importanza di questo processo, bisogna sapere che in Argentina la Fondazione Madri di Plaza de Mayo è un'istituzione simbolo della difesa dei diritti umani, nata durante la dittatura militare (1976-1983). Le Madri hanno acquisito un prestigio morale enorme, che però è stato intaccato da questo scandalo di corruzione.
L'indagine riguarda il presunto peculato di 206 milioni di pesos (circa 15 milioni di dollari dell'epoca) che lo Stato argentino aveva destinato alla costruzione di abitazioni sociali tra il 2007 e il 2013, durante i governi kirchneristi.
Il programma "Sogni Condivisi" prevedeva la costruzione di complessi residenziali in diverse province: Buenos Aires, Tigre, Bariloche, Chaco, Santiago del Estero, Misiones e Rosario. Tuttavia, le indagini hanno rivelato l'uso di fatture false, assegni rifiutati e sovrapprezzi ingiustificati.
Insieme ai fratelli Schoklender, hanno chiesto di ampliare le loro dichiarazioni anche l'ex sottosegretario ai Lavori Pubblici, Abel Fatala, e il finanziere Daniel Freidin.
I fratelli Schoklender sono figure controverse della cronaca argentina. Sergio Schoklender divenne tristemente famoso negli anni '80 per l'assassinio dei propri genitori, un caso che scioccò l'Argentina. Anni dopo, dopo aver scontato la condanna, si avvicinò alla Fondazione delle Madri, diventando il braccio destro di Hebe de Bonafini, leader storica del movimento, scomparsa nel 2022.
Nella sua dichiarazione precedente, Sergio ha sostenuto che la Fondazione operava come un "apparato militante del kirchnerismo" (il movimento politico guidato da Néstor e Cristina Fernández de Kirchner), e che le risorse venivano utilizzate per mobilitare persone agli eventi politici.
Le sorelle Irma e Adela Pacheco, rappresentanti dell'associazione civile "Esperanza di un Cambio", hanno denunciato che le loro firme erano state falsificate su documenti per giustificare ampliamenti di budget.
Fornitori come Emiliano Capobianco e Alfredo García hanno raccontato come la Fondazione pagasse con assegni che venivano poi rifiutati. García ha dettagliato di aver ricevuto 20 assegni da $5.000 ciascuno che non ha mai potuto incassare.
L'ingegnere Francisco Guzmán, perito della Corte Suprema, ha certificato che molte abitazioni non possedevano le condizioni minime abitabili, citando un caso a Bariloche dove una famiglia non aveva servizi base.
Dopo la conclusione delle indagini di questo mercoledì, il tribunale stabilirà il calendario delle arringhe, previste per l'8 luglio 2026, prima di emettere il verdetto finale.
La perito contabile María Eleonora Feser ha evidenziato la mancanza di documentazione di supporto nei registri della Fondazione, un elemento che potrebbe risultare decisivo per la sentenza.
Fonte: Infobae
Alfredo S. Quiroga