29/06/2026 22:03 - Economia
Un totale di US$ 1.543 milioni è fluito fuori dall'Argentina tra dicembre 2025 e aprile 2026 sotto forma di dividendi e utilità. Di questa somma, ben US$ 580 milioni provengono esclusivamente dal settore petrolifero, che si conferma il principale beneficiario della nuova politica economica del governo, finalizzata ad attrarre investimenti esteri.
Per comprendere l'entità di questo movimento di capitali, è necessario guardare alla Comunicazione A 8226 della Banca Centrale Argentina (BCRA), emanata l'11 aprile 2025 e operativa dal 14 aprile. Questa norma ha segnato una svolta storica, ponendo fine alle restrizioni valutarie (comunemente chiamate 'cepo') in vigore dal 2019. La nuova regolamentazione consente alle società di accedere al mercato dei cambi per trasferire all'estero i profitti generati dagli esercizi contabili iniziati dopo il 1° gennaio 2025.
Per un investitore straniero, questo rappresenta un segnale cruciale di prevedibilità giuridica, eliminando il rischio di non poter rimpatriare i profitti generati in loco.
Le principali aziende del settore energetico hanno guidato il processo:
Per facilitare questi flussi e attrarre capitali, è stato istituito il RIGI (Régimen de Incentivo a las Grandes Inversiones), che offre un quadro fiscale estremamente vantaggioso per progetti superiori a determinate soglie.
| Vantaggio Fiscale | Dettagli |
|---|---|
| Imposta sugli utili ridotta al 25% | Rispetto all'aliquota standard per i progetti aderenti. |
| Esenzione dazi esportazione | Dopo 3 anni di adesione al regime. |
| Libera disponibilità valutaria | 100% delle divise estere dopo il 3° o 4° anno. |
| Stabilità normativa | Garantita per 30 anni. |
Le proiezioni di investimento sotto questo regime sono enormi: si stima tra US$ 55.000 e US$ 60.000 milioni. Progetti come YPF LLL Oil (US$ 25.000 milioni) e i piani di Chevron (US$ 10.000 milioni) rappresentano la punta dell'iceberg.
Nonostante il prezzo del Brent sia sceso da un massimo di US$ 138 ad aprile 2026 a circa US$ 80 a giugno, il RIGI migliora drasticamente la redditicità dei progetti in Argentina. Il punto di equilibrio (breakeven) per i pozzi a Vaca Muerta scende da US$ 51 a US$ 48 al barile, rendendo l'estrazione altamente competitiva anche con prezzi moderati.
La posizione ufficiale sottolinea che questo modello garantisce stabilità e attrattiva internazionale. Tuttavia, le voci critiche parlano di un modello di tipo 'enclave': si estrae la risorsa con tecnologia importata (anch'essa agevolata) e si esportano i profitti finanziari, con un impatto limitato sulla catena industriale locale. La scadenza per aderire al RIGI è fissata per luglio 2027.
Fonte: Boca de Pozo | Data di pubblicazione originale: 23 giugno 2026
Alfredo S. Quiroga