20/06/2026 18:21 - Internacionales
Soldados y policías bolivianos retirando barricadas de una carretera con maquinaria pesada mientras civiles observan en una zona montañosa.
La Bolivia inizia finalmente a vedere la luce dopo 51 giorni di proteste che hanno paralizzato il paese sudamericano. Una crisi senza precedenti che ha lasciato strade bloccate, mercati chiusi e cittadini esausti.
Il presidente Rodrigo Paz ha firmato un decreto di stato d'eccezione della durata di 90 giorni, una misura straordinaria che permette alle Forze Armate di affiancare la Polizia Nazionale nelle operazioni di sblocco delle vie di comunicazione.
Per capire l'entità della crisi, bisogna sapere che la Bolivia è un paese dell'America meridionale con una storia politica turbolenta. Le 47 barricate attive di venerdì 19 giugno si sono ridotte a 40 sabato mattina e successivamente a 34 alle ore 15:30, secondo i dati dell'Amministradora Boliviana de Carreteras (ABC).
Le due città gemelle hanno iniziato a vedere riaprirsi i mercati e aumentare il traffico veicolare dopo settimane di isolamento.
Operazioni di pulizia a Parotani, Epizana, Pojo e vie per la Valle Alto con macchinari pesanti e squadre di emergenza.
Per i lettori italiani poco familiari con la politica boliviana, Evo Morales è stato il primo presidente indigeno della Bolivia, in carica dal 2006 al 2019. Leader del Movimiento al Socialismo (MAS), è una figura controversa: da un lato amato dai settori popolari e indigeni, dall'altro accusato di autoritarismo e corruzione.
Contesto importante: Morales è attualmente dichiarato in stato di latitanza con un ordine di cattura per presunta tratta e traffico di persone legato a una relazione con una minorenne durante il suo mandato presidenziale.
Il ministro delle Opere Pubbliche, Mauricio Zamora, ha indicato il Chapare come prossimo obiettivo delle forze dell'ordine. Il Chapare è una regione rurale nel dipartimento di Cochabamba, considerata roccaforte di Morales e centro della produzione di coca.
"Nel Chapare c'è gente perbene, quindi bisogna togliere la mela marcia e andare avanti. Lo sviluppo si ottiene dove non ci sono blocchi. Quella mela marcia ha conti in sospeso con la legge."
L'Assemblea Legislativa Plurinazionale (il parlamento boliviano, composto da due camere) ha convocato una sessione straordinaria per sabato sera con presenza obbligatoria di tutti i parlamentari. L'ordine del giorno: valutare l'approvazione del decreto presidenziale.
In Bolivia, come in molti paesi sudamericani, lo stato d'eccezione è una misura costituzionale che permette al governo di sospendere temporaneamente alcune garanzie costituzionali in situazioni di grave crisi. Può includere limitazioni alla libertà di circolazione e un ruolo più attivo dell'esercito nel mantenimento dell'ordine pubblico.
Il ministro di Governo, Marco Antonio Oviedo, ha sottolineato il "sollievo" e il "sostegno dei cittadini" alle operazioni di sblocco. La Polizia sta avanzando verso la città di Oruro senza incidenti.
A Cochabamba, i contenitori della spazzatura, pieni da giorni, sono finalmente stati svuotati dalle squadre municipali durante la notte, permettendo una graduale ripresa delle normali attività urbane.
Fonti: Infobae, Europa Press
Alfredo S. Quiroga