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La raccolta fiscale argentina crolla in termini reali: calo del 7,1% a giugno

02/07/2026 03:59 - Economia

Un panorama fiscale sfidante: cosa è successo a giugno?

L'Amministrazione Federale delle Entrate Pubbliche (ARCA, l'ente fiscale argentino) ha comunicato che in giugno 2026 la raccolta tributaria totale ha toccato quota $20.000 miliardi di pesos. Sebbene questo numero rappresenti una crescita nominale del 23,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, la realtà è ben diversa: in termini reali, ovvero corretti per l'inflazione, si registra una significativa flessione del 7,1%.

Il motivo principale? L'inflazione del 33,2% ha corroso il potere d'acquisto dello Stato, rendendo la crescita nominale insufficiente per mantenere il valore reale delle entrate.

Perché è diminuita la raccolta reale?

Tre fattori chiave hanno pesato su questo risultato:

  • Riduzione delle ritenute ("Retenciones"): Queste tasse sulle esportazioni, fondamentali per l'economia argentina, sono crollate del 27,8% in termini nominali. La causa è la diminuzione delle aliquote per soia, grano e mais, mirata a dare ossigeno al settore agricolo.
  • Proroga dell'imposta sui redditi ("Ganancias"): Analoga all'IRPF italiano, questa imposta è cresciuta solo dell'11,3% annuale. La proroga della scadenza fiscale a luglio e il maggior uso di crediti fiscali da parte dei contribuenti hanno frenato l'entrata di fondi.
  • Rallentamento delle importazioni: L'IVA doganale ha risentito di un raffreddamento delle importazioni e di una base di confronto molto elevata rispetto all'anno scorso.

Le imposte che hanno vinto la battaglia contro l'inflazione

Non tutto è negativo: alcune imposte sono riuscite a superare l'inflazione:

ImpostaVariazione nominale (12 mesi)
Trasferimento di carburanti+70,4%
Patrimonio (Bienes Personales)+46,2%
Crediti e Débito ("Cheque")+33,2%
Altri contributi previdenziali+40,3%
Altri imposti copartecipati+66,1%

Il settore agroindustriale: un pilastro in evoluzione

In un contesto di aggiustamenti, il settore agroesportatore ha liquidato USD 3.007 milioni a giugno. Sebbene ciò significhi un aumento del 12% rispetto a maggio, si tratta di un calo del 18% rispetto all'anno precedente. Nel primo semestre, la liquidazione totale ha raggiunto USD 13.378 milioni, il 13% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.

Tuttavia, il ministro dell'Economia Luis Caputo ha sottolineato che le esportazioni agroindustriali hanno toccato i 53 milioni di tonnellate tra gennaio e maggio, segnando un incremento del 18% in volume e del 17% in valore rispetto al 2025.

Le nuove aliquote sulle esportazioni: un sollievo per il campo

Per capire l'impatto, ecco come sono cambiate le aliquote:

  • Fagioli di soia: da 33%/26% (giugno 2025) a 24% (giugno 2026)
  • Olio e pellets di soia: da 31%/24,5% a 22,5%
  • Grano: da 12%/9,5% a 5,5%
  • Orzo: da 12%/9,5% a 7,5%
  • Mais e sorgo: da 12%/9,5% a 8,5%
  • Girasole: da 5,5% a 4,5%

Trasferimenti alle province: anche loro in calo

Il governo ha trasferito alle province e alla città di Buenos Aires (CABA) un totale di $6.830 miliardi a giugno 2026. Nonostante un aumento nominale del 25,7%, la correzione per l'inflazione rivela una diminuzione reale del 5,6%.

Il bilancio del primo semestre

Nei primi sei mesi del 2026, le entrate fiscali hanno totalizzato $109.600 miliardi. Questo comporta un aumento nominale del 25,9% ma una flessione reale del 5%. Da maggio 2026 è entrato in vigore il Regime di Incentivo alla Formalizzazione del Lavoro (RIFL), con aliquote ridotte sui contributi previdenziali per i nuovi assunti.

Fonti: Infobae | Clarín
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Alfredo S. Quiroga