27/06/2026 10:24 - Salud
L'Argentina affronta una sfida significativa per la salute sessuale: il 30% delle nuove diagnosi di HIV corrisponde a persone che non si erano mai sottoposte a un test precedente. Questo dato allarmante evidenzia una delle principali barriere per il controllo dell'epidemia nel paese sudamericano: la mancanza di accesso alla diagnosi precoce.
Nonostante i progressi nei trattamenti e nella prevenzione, persistono ostacoli culturali e strutturali che impediscono a ampi settori della popolazione di effettuare i controlli necessari. Per i visitatori stranieri, è utile sapere che il sistema sanitario argentino offre trattamenti gratuiti, ma lo stigma sociale rimane un problema.
La situazione si complica con l'aumento di altre infezioni sessualmente trasmissibili (IST). La sifilide ha raggiunto un record di 46.799 casi nel 2025, con un tasso di 117,2 casi ogni 100.000 abitanti.
Il 76% dei casi si concentra nelle persone tra 15 e 39 anni, evidenziando la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione rivolte ai giovani e agli adulti sessualmente attivi.
A quattro anni dall'approvazione della Legge Integrale sull'HIV, una normativa fondamentale che garantisce diritti e accesso alle cure, permangono ostacoli significativi per la diagnosi precoce:
Di fronte a questo scenario, il Ministero della Salute della Nazione ha creato la Tavola Ministeriale sulle IST nel 2025. Questo spazio di coordinamento mira ad articolare politiche pubbliche per la prevenzione, diagnosi e trattamento delle infezioni sessualmente trasmissibili, cercando di rafforzare le strategie di testing e l'educazione sessuale integrale.
Il test è l'unico modo per conoscere il proprio stato. La diagnosi precoce dell'HIV permette:
Le autorità sanitarie raccomandano che tutta la persona sessualmente attiva si sottoponga ad almeno un test HIV all'anno. In Argentina, il test è gratuito, confidenziale e si effettua negli ospedali e centri di salute di tutto il paese. In caso di risultato positivo, i trattamenti antiretrovirali permettono una vita piena e sana.
Fonti: Ministero della Salute della Nazione, El Día, Infobae.
Alfredo S. Quiroga