24/06/2026 04:37 - Tecnologia
Una ricerca internazionale guidata dall'Università del Michigan (Stati Uniti) è riuscita a decifrare uno degli enigmi chimici più affascinanti dell'astronomia moderna: l'origine della cometa interstellare 3I/ATLAS. Utilizzando il potente osservatorio ALMA, situato nel deserto di Atacama in Cile, gli scienziati hanno scoperto che questo misterioso visitatore errante si è formato in un ambiente estremamente freddo, isolato e ostile della Via Lattea, moltissimo prima che nascesse il nostro stesso Sole.
La scoperta, pubblicata recentemente sulla prestigiosa rivista Nature Astronomy, conferma che 3I/ATLAS è il terzo oggetto interstellare confermato nella storia e, probabilmente, il più antico mai osservato. Con un'età stimata di fino a 11 miliardi di anni —più del doppio del sistema solare, che ha circa 4,6 miliardi di anni—questa innocua palla di ghiaccio e roccia offre una finestra senza precedenti sulla chimica dell'universo primordiale.
La chiave della scoperta risiede nell'analisi spettroscopica dell'acqua ghiacciata trasportata dalla cometa. Gli astronomi hanno rilevato quantità straordinariamente elevate di deuterio, anche noto come "idrogeno pesante". Questa firma chimica è una prova irrefutabile che l'oggetto si è consolidato sotto temperature estremamente basse.
Il deuterio è un isotopo stabile dell'idrogeno che contiene un protone e un neutrone nel suo nucleo, a differenza dell'idrogeno comune che ha solo un protone. La sua presenza in alte proporzioni nell'acqua di una cometa indica che questa si è formata in condizioni di freddo estremo, dove le reazioni chimiche favoriscono l'incorporazione di questo isotopo pesante.
"L'altissima proporzione di deuterio ci indica che la cometa ha avuto origine in un angolo della galassia considerevolmente più freddo del nostro stesso ambiente cosmico", ha dettagliato Teresa Paneque-Carreño, astronoma dell'Università del Michigan e autrice principale dello studio. Secondo i modelli fisici presentati, il corpo celeste si è condensato anche prima che la stella del suo sistema natale arrivasse a formarsi.
Mentre il nostro Sole si è formato circondato da altre stelle appena nate che hanno riscaldato il vicinato cosmico primordiale, la stella madre di 3I/ATLAS sarebbe stata molto più solitaria. Questa mancanza di radiazione esterna ha permesso che la cometa conservasse intatti i suoi componenti volatili originali lungo miliardi di anni di traversata attraverso il mezzo interstellare.
La cometa è stata scoperta a metà dell'anno 2025, il che ha concesso un margine di tempo ideale affinché agenzie spaziali come la NASA e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) coordinassero sforzi globali. Diversi telescopi spaziali e terrestri hanno puntato le loro lenti verso la roccia ghiacciata durante la sua traiettoria:
| Data | Evento |
|---|---|
| Ottobre 2025 | Sorvolo di Marte |
| Dicembre 2025 | Massima vicinanza alla Terra |
| Marzo 2026 | Passaggio vicino a Giove |
Sebbene nelle prime osservazioni dopo il passaggio attraverso il perielio (il suo punto più vicino al Sole) la cometa abbia sorpreso per il suo strano colore blu, anomalie nella sua traiettoria e un'emissione insolita di gas—suscitando anche sospetti infondati su un possibile origine artificiale—le analisi dell'osservatorio ALMA hanno sepolto qualsiasi teoria cospirativa. I dati confermano in modo definitivo la sua natura completamente organica.
Attualmente, il colossale viaggiatore spaziale si trova navigando molto oltre l'orbita di Giove in una traiettoria iperbolica inarrestabile. A causa della sua enorme velocità—vicina ai 210.000 km/h—non è legato gravitazionalmente al Sole, il che significa che continuerà il suo viaggio verso i confini dello spazio profondo e abbandonerà definitivamente il nostro sistema solare per non tornare mai più.
La sua osservazione è riservata oggi esclusivamente a specialisti dotati di tecnologia ad alta complessità, ma il lascito del suo passaggio ha riscritto ciò che sappiamo sull'evoluzione chimica della galassia.
Gli oggetti interstellari sono corpi celesti che provengono da fuori del nostro sistema solare e attraversano lo spazio interstellare. Prima di 3I/ATLAS, ne erano stati confermati solo due:
Questi visitatori cosmici rappresentano un'opportunità unica per studiare la composizione chimica di altri sistemi planetari senza necessità di viaggiare fino a essi.
L'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) è un insieme di 66 antenne radio situate nel deserto di Atacama, in Cile, a 5.000 metri di altitudine. È uno degli'osservatori astronomici più potenti al mondo per studiare l'universo freddo, comprese le molecole nello spazio interstellare e la formazione di pianeti e stelle.
Fonte: El Litoral | Pubblicato su Nature Astronomy
Alfredo S. Quiroga