19/06/2026 15:59 - Economia
Piso de operaciones financieras con múltiples pantallas mostrando gráficos bursátiles verdes ascendentes, índices S&P Merval y riesgo país Argentina en paneles digitales iluminados
Le borse statunitensi hanno chiuso giovedì 18 giugno 2026 con guadagni significativi, trainate dall'ottimismo sull'accordo di pace in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran. Questo contesto favorevole ha compensato le preoccupazioni su una politica monetaria più stringente dalla Federal Reserve sotto il nuovo presidente Kevin Warsh.
I tre principali indici di Wall Street hanno negoziato in zona di nuovi massimi storici, con avanzate tra lo 0,1% e l'1,9%. Il settore dei semiconduttori ha guidato le salite: Intel è balzata quasi del 10,6% dopo l'annuncio di Donald Trump sulla collaborazione con Apple per produrre chip negli Stati Uniti.
Il petrolio Brent del Mare del Nord ha chiuso in calo dello 0,2%, quotandosi a USD 79,41 al barile con consegna ad agosto. Il grezzo intermedio del Texas è sceso dello 0,7%, attestandosi a USD 75,51 al barile.
Il calo dei prezzi del greggio è legato all'accordo di pace in Medio Oriente e alla riapertura dello Stretto di Ormuz.
| Strumento | Variazione | Osservazioni |
|---|---|---|
| BBVA | +4,1% | ADR bancari leader |
| Globant | -11,2% | Maggiore caduta della giornata |
| Nvidia | +3% | Settore semiconduttori |
| SpaceX | -3,6% | USD 185 per titolo |
Secondo Emilio Botto, capo di Strategia e Investimenti di Mills Capital: "La recente compressione del rischio paese è stata più legata al miglioramento della valutazione creditizia e al riconoscimento della coerenza macroeconomica che a una disconnessione tra fronte fiscale e cambiario. Il mercato sta premiando la combinazione di disciplina fiscale, accumulo di riserve e maggiore prevedibilità nella politica economica".
L'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran firmato il 17 giugno 2026 al summit G7 di Versailles include la cessazione delle ostilità, la riapertura dello Stretto di Ormuz (attraverso cui transita il 20% del petrolio mondiale) e un fondo di ricostruzione di USD 300.000 milioni.
Per i lettori che non conoscono i mercati emergenti, il rischio paese è un indicatore che misura la probabilità che uno Stato non adempia ai suoi pagamenti di debito. Si esprime in punti base: un punto base equivale allo 0,01%. Più alto è il valore, maggiori sono i rischi percepiti dagli investitori.
Un valore di 429 punti base significa che l'Argentina deve pagare circa il 4,29% in più rispetto ai titoli di stato statunitensi per attrarre investitori. Questo livello rappresenta il minimo storico dall'aprile 2018, segnalando una maggiore fiducia internazionale.
L'S&P Merval è l'indice azionario di riferimento della Borsa di Buenos Aires, simile all'MIB italiano o all'IBEX spagnolo. Include le aziende più grandi e liquide dell'Argentina, come YPF (petrolio), Banco Macro, Grupo Financiero Galicia e Pampa Energía. Quando l'indice sale, indica che gli investitori sono ottimisti sull'economia argentina.
Gli ADR (American Depositary Receipts) sono certificati che rappresentano azioni di società straniere quotate nelle borse statunitensi. Permettono agli investitori americani di comprare azioni argentine (come BBVA Argentina o Globant) direttamente a Wall Street, senza dover operare nella borsa di Buenos Aires. È un modo per le aziende latinoamericane di attrarre capitale internazionale.
Il rischio paese dell'Argentina a 429 punti base rappresenta un minimo storico dall'aprile 2018. Questo miglioramento si aggiunge alla valutazione elevata da S&P da CCC+ a B-, le approvazioni della Banca Mondiale per USD 2.000 milioni e del BID per USD 500 milioni, e l'accumulo di riserve da parte della Banca Centrale Argentina di oltre USD 10.600 milioni in acquisti netti durante il 2026.
Alfredo S. Quiroga