16/06/2026 19:18 - Economia
Gráfico financiero con barras verdes ascendentes representando la caída del riesgo país argentino, con el ícono de Argentina y números brillantes en azul tecnológico
Il rischio Paese argentino ha registrato una significativa discesa fino a 425 punti base, toccando il minimo dall'aprile 2018 quando aveva sfiorato i 419 punti. Questo indicatore misura il differenziale di tassi che i bond argentini pagano rispetto ai titoli del Tesoro americani, ed è una misura chiave della fiducia degli investitori internazionali verso il Paese sudamericano.
Per i lettori italiani non familiari con questo concetto: il rischio Paese (o spread sovrano) è come un "termometro" della fiducia dei mercati. Più è alto, più gli investitori percepiscono il Paese come rischioso. Un livello di 425 punti base significa che l'Argentina paga circa il 4,25% in più rispetto agli Stati Uniti per finanziarsi. Per confronto, durante la crisi del 2001-2002, questo indicatore superò i 7.000 punti!
L'indice azionario principale:
| Valore attuale: | 3.250.310,07 punti |
| Variazione: | -3,1% |
L'S&P Merval è l'indice delle 30 aziende più importanti quotate alla Borsa di Buenos Aires, simile al nostro FTSE MIB.
Argentina e i suoi dollari (16/06/2026):
| Ufficiale: | $1.450 (vendita) |
| Blue: | $1.460 (vendita) |
| MEP: | $1.450,03 |
| CCL: | $1.498,83 |
L'Argentina vive una situazione unica al mondo: il "dollaro ufficiale" è il tasso governativo fortemente controllato; il "dollaro blue" è il mercato parallelo dove i cittadini comprano valuta estera; il MEP (Mercado Electrónico de Pagos) e il CCL (Contado con Liquidación) sono tassi legali attraverso mercati finanziari. La riduzione del divario tra questi tassi (ora quasi inesistente) è segnale di maggiore normalità economica.
L'agenzia di rating Standard & Poor's ha migliorato la valutazione creditizia dell'Argentina da CCC+ a B-, un passo significativo che, secondo gli analisti di mercato, "sblocca restrizioni per i fondi istituzionali". Questo miglioramento permette a determinati fondi di investimento con mandati restrittivi sulla qualità creditizia di considerare l'acquisto di bond argentini.
Una valutazione B- indica che l'emittente ha capacità di pagamento ma affronta incertezze e rischi significativi. Si trova sei livelli sopra il grado di investimento e rappresenta un miglioramento rispetto al CCC+, che segnalava un'alta probabilità di inadempienza a breve termine. In parole semplici: l'Argentina sta uscendo dalla categoria dei Paesi "quasi in default".
L'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran annunciato il 14 giugno 2026 ha dato una forte spinta ai mercati globali. Il petrolio Brent è sceso del 4,1% fino a USD 83,79 al barile, mentre il WTI si è attestato a USD 80,16 (-5,6%). La riapertura dello Stretto di Ormuz, attraverso cui circola il 20% del petrolio mondiale, ha alleviato le pressioni sui prezzi energetici.
Questo stretto, largo solo 55 km nel punto più stretto, è l'arteria principale per il trasporto del petrolio dal Medio Oriente ai mercati globali. Ogni giorno, circa 21 milioni di barili di petrolio passano attraverso questo canale. La sua eventuale chiusura, tema ricorrente nelle tensioni geopolitiche con l'Iran, farebbe impennare i prezzi dell'energia in tutto il mondo, con conseguenze devastanti per le economie importatrici come l'Italia.
USD 83,79
-4,1%USD 80,16
-5,6%425 pb
Minimo da 8 anniI bond sovrani in dollari hanno esteso la loro serie rialzista con incrementi fino al 1,6%. Il Bonar 2041 ha guidato i guadagni tra i titoli del debito sovrano. I bond argentini hanno mediato un rialzo dello 0,6% nella giornata, approfittando del contesto regionale favorevole.
I bond sovrani (come il Bonar 2041) sono titoli di debito emessi da uno Stato per finanziarsi. Quando un investitore compra un Bonar 2041, sta prestalmente denaro all'Argentina fino al 2041, ricevendo in cambio interessi periodici. Il nome "Bonar" deriva dalla fusione di "Bono" + "Argentina". La data 2041 indica quando il capitale verrà restituito.
Le azioni argentine quotate a New York (ADRs) hanno operato in territorio negativo:
| Azione | Settore | Variazione |
|---|---|---|
| Banco Macro | Bancario | -4,1% |
| Cresud | Agricolo | -4,0% |
| Telecom | Telecomunicazioni | -3,6% |
| YPF | Energetico | -6,0% |
| Vista | Energia (shale) | -4,9% |
Gli ADRs (American Depositary Receipts) sono certificati che rappresentano azioni di aziende straniere quotate alla Borsa di New York. Permettono agli investitori americani (e globali) di comprare azioni argentine senza dover operare direttamente alla Borsa di Buenos Aires. È come se YPF, la compagnia petrolifera statale argentina, avesse un "doppio passaporto" per essere scambiata sia in Argentina che negli USA.
La menzione di Vaca Muerta negli analisi di Goldman Sachs merita una spiegazione per i lettori italiani: si tratta di uno dei più grandi giacimenti di scale oil e gas non convenzionale al mondo, situato nella provincia di Neuquén, nel nord della Patagonia argentina. Le sue riserve sono stimate in circa 16 miliardi di barili di petrolio equivalente, rendendo l'Argentina un potenziale attore chiave nel mercato energetico globale.
Gli indici americani hanno celebrato l'accordo geopolitico:
+3,1%
+1,7%
+0,9%
Eric Ritondale di Puente ha evidenziato come catalizzatori positivi: l'accesso al finanziamento internazionale, il pagamento dei bond a luglio, l'accumulo di riserve e una possibile emissione nel terzo trimestre. Goldman Sachs proietta tassi alti negli Stati Uniti fino al 2027 con prezzi del petrolio sostenuti, scenario che potrebbe avvantaggiare Vaca Muerta e le aziende energetiche argentine.
Fonti: Il rischio Paese si mantiene vicino ai 400 punti secondo i dati del mercato. L'indicatore JP Morgan EMBI+ Argentina registra livelli non visti dall'aprile 2018. Informazioni complementari da agenzie finanziarie internazionali. Data di riferimento: 16 giugno 2026.
Alfredo S. Quiroga