15/07/2026 03:58 - Actualidad
Il contesto si inserisce tra le semifinali dei Mondiali 2026 e le celebrazioni del 14 luglio in Francia.
La vicegovernatrice di Mendoza, Hebe Casado, si è trovata al centro di una grave controversia dopo essersi presa gioco della nazionale di Francia, definendola un 'equipo africano' (squadra africana). Questi commenti si sono uniti a quelli dell'ex primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, che il 10/07/2026 aveva affermato che la Francia 'gioca senza francesi', creando un clima di tensione che ha raggiunto l'Ambasciata di Francia in Argentina.
Proprio il 14 luglio 2026, in coincidenza con la festa nazionale francese, l'Ambasciata di Francia in Argentina ha condannato fermamente il razzismo contro la sua nazionale. La diplomazia ha voluto chiarire i fatti: dei 26 giocatori della squadra, 23 sono nati in Francia. I restanti 3 (Michael Olise, Marcus Thuram e Brice Samba) sono nati all'estero ma possiedono regolarmente la nazionalità francese. In questo difficile scenario, il governatore mendocino Alfredo Cornejo ha pubblicato un messaggio pacato sulla nazionale francese per cercare di calmare le acque.
Parallelamente allo scandalo diplomatico, in Argentina si è venuto a sapere che esiste una denuncia penale contro Hebe Casado che sta subendo ritardi giudiziari. I querelanti hanno fortemente criticato questa situazione, chiedendo che le indagini penali avanzino senza ulteriori dilazioni, ponendo l'attenzione sull'amministrazione della giustizia nella provincia di Mendoza.
Sul campo da gioco, la nazionale francese è stata sconfitta dalla Spagna per 2-0 nella semifinale dei Mondiali 2026, giocata il 14/07/2026 presso l'AT&T Stadium di Dallas, negli Stati Uniti. A seguito della sconfitta, la vicegovernatrice Casado ha nuovamente pubblicato un messaggio sui social network festeggiando l'eliminazione della squadra gallica, innescando un dibattito ancora più acceso in piena crisi diplomatica. In Argentina, il calcio è vissuto con grande passione e spesso i politici utilizzano lo sport per connettersi con la cittadinanza.
Alfredo S. Quiroga