23/06/2026 18:35 - Judiciales
In una decisione che conferma le condanne per peculato, due ex ministri del governo di Río Negro sono stati arrestati il 22 giugno 2026. César Barbeito, ex ministro dell'Educazione, è stato intercettato dal personale della Polizia di Sicurezza Aeroportuale all'aeroporto internazionale di Bariloche mentre rientrava dalle vacanze in Brasile con la sua famiglia. È stato immediatamente trasferito alla struttura carceraria di Pomona, dove sconta la sua condanna.
Per quanto riguarda Francisco González, ex ministro di Coordinamento, si è consegnato volontariamente presso una stazione di polizia dopo aver appreso della sentenza confermativa della Corte Suprema. Entrambi dovranno scontare 3 anni e 6 mesi di carcere effettivo.
Río Negro è una provincia situata nella Patagonia settentrionale argentina, nella parte meridionale del paese. Con capitale Viedma, è una delle province più estese dell'Argentina, famosa per la produzione di mele, il turismo naturalistico e le sue vedute spettacolari. La città di Bariloche, dove è avvenuto l'arresto, è una delle destinazioni turistiche più importanti del Sud America.
Il peculato è un reato che consiste nell'appropriazione o utilizzo indebito di fondi o beni pubblici da parte di funzionari incaricati della loro custodia o amministrazione. In Argentina è considerato uno dei reati più gravi contro la pubblica amministrazione ed è punito con pene da 2 a 6 anni di carcere.
Le indagini hanno appurato che tra il 2004 e il 2010 è stato istituito un sistema per utilizzare fondi pubblici per pagare supplementi salariali ai funzionari. Queste risorse venivano distribuite in modo discrezionale, senza criteri trasparenti e al di fuori dei circuiti amministrativi abituali.
Il meccanismo consisteva nell'emissione di assegni a nome dei funzionari, che venivano poi incassati allo sportello bancario, evitando così i controlli applicati alla liquidazione degli stipendi regolari.
| Funzionario | Carica | Condanna |
|---|---|---|
| César Barbeito | Ex ministro dell'Educazione | 3 anni e 6 mesi (effettiva) |
| Francisco González | Ex ministro di Coordinamento | 3 anni e 6 mesi (effettiva) |
| Omar Contreras | Ex titolare del Turismo | 2 anni e 6 mesi (sospesa) |
| Cristina Uría | Ex ministra della Salute | 2 anni e 6 mesi (sospesa) |
| Juan Accatino | Ex ministro della Produzione | 2 anni e 6 mesi (sospesa) |
| Alfredo Pega | Ex ministro dello Sviluppo Sociale | 2 anni e 6 mesi (sospesa) |
| Diego Larreguy | Ex ministro del Governo | 2 anni e 6 mesi (sospesa) |
| José Ongaro | Ex tesoriere provinciale | Condanna confermata |
La causa ha avuto origine da un'indagine giornalistica che descriveva la deviazione sistematica di fondi pubblici. L'articolo segnalava: "Mese per mese e da sette anni, il Segretario Generale del Governatorato e i ministri del governo di Miguel Saiz percepiscono uno stipendio extra al di sopra dei compensi loro assegnati".
Nel 2018, la Camera Penale di Viedma ha condannato gli imputati. Il Tribunale Superiore di Giustizia di Río Negro ha confermato le pene nel 2020. Infine, la Corte Suprema di Giustizia argentina ha respinto le impugnazioni presentate dalle difese, con le firme dei giudici Horacio Rosatti, Carlos Rosenkrantz e Ricardo Lorenzetti.
Il massimo tribunale ha impiegato sei anni per deliberare sul fascicolo giunto alla sua istanza per tentare di ribaltare quanto disposto dalla Giustizia di Río Negro.
Tutti i condannati hanno fatto parte del gabinetto durante i due mandati di Miguel Saiz come governatore di Río Negro. Saiz, militante dell'Unión Cívica Radical (UCR) - uno dei partiti storici più antichi dell'Argentina -, ha governato la provincia tra il 2003 e il 2011. Il caso rappresenta uno dei maggiori scandali di corruzione nella storia politica della provincia patagonica.
L'Unión Cívica Radical è un partito politico argentino fondato nel 1891, di orientamento centrista, che ha giocato un ruolo fondamentale nella storia democratica del paese.
Fonti: Infobae
Alfredo S. Quiroga