Un'analisi profonda del sistema educativo
Martedì 8 settembre 2026, l'OCDE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha pubblicato i risultati delle prove PISA 2025. Per chi non lo sapesse, il PISA è uno standard internazionale che misura non solo quanto gli studenti sappiano, ma quanto siano capaci di applicare le loro conoscenze a problemi della vita reale.
Purtroppo per l'Argentina, i dati indicano il peggior desempenho dal 2006, posizionando il Paese in una situazione di vulnerabilità educativa rispetto ai suoi vicini regionali.
Il Caso Critico: Matematica
L'area più preoccupante è senza dubbio quella matematica, dove si è registrato un dato allarmante: il 76% degli studenti non ha raggiunto il livello minimo di competenza (Livello 2). Questo significa che solo uno studente su quattro è in grado di risolvere problemi matematici di base.
- Lettura e Scienze: Circa il 60% degli alunni non raggiunge il livello base.
- Eccellenza: Solo il 7,8% degli studenti è riuscito a superare il livello minimo in tutte e tre le materie simultaneamente.
Posizionamento Internazionale
In un ranking globale che ha visto la partecipazione di 91 sistemi educativi, l'Argentina si è posizionata al 71° posto in Scienze. A livello latinoamericano, il Paese occupa l'ottavo posto su 13, superando solo El Salvador, Repubblica Dominicana, Paraguay e Guatemala.
Panorama Regionale: Un declino diffuso
Sebbene l'Argentina soffra, gran parte dell'America Latina mostra segni di deterioramento, seppur con diverse sfumature.
Il Fenomeno dei "Lettori Affrettati"
Gli esperti hanno identificato una tendenza globale molto marcata in Argentina: i "lettori affrettati". Si tratta di studenti che rispondono velocemente ma in modo errato, dimostrando una grave difficoltà nel processare testi lunghi o integrare dati complessi.
Questo comportamento è strettamente legato all'uso intensivo di schermi e social network. In Argentina, il 55% degli studenti dichiara di essere distratto da dispositivi elettronici durante le lezioni di scienze, un dato quasi doppio rispetto alla media OCDE (28%).
Analisi e Risposte Politiche
Gli analisti suggeriscono che questi risultati non siano casuali, ma frutto di cause strutturali: povertà crescente, disuguaglianza sociale e una mancanza di politiche educative coerenti nel tempo. Si parla di una "paradosso educativo": più studenti restano a scuola, ma non per questo apprendono di più.
La posizione del Governo
Il Ministerio de Capital Humano e il Segretario dell'Educazione, Carlos Torrendell, hanno attribuito questi risultati all'"eredità del kirchnerismo" (riferendosi ai governi progressisti precedenti), criticando una visione di inclusione che, a loro dire, ha sacrificato la qualità dell'apprendimento a favore della semplice presenza scolastica. Torrendell ha comunque espresso ottimismo, citando i progressi nelle prove nazionali "Aprender".
Lo studio è stato condotto su un campione di 413 scuole e 11.200 studenti in tutto il territorio nazionale. Per maggiori dettagli, consultare i report ufficiali dell'OCDE.