La Banca Centrale, guidata da Santiago Bausili, discute con le banche la flessibilizzazione dei depositi in dollari per ampliare il finanziamento alle imprese. L'obiettivo è rilanciare l'economia senza emettere pesos né ricorrere a un 'Piano Platita', sfruttando i quasi 7 miliardi di dollari inattivi.

Un dibattito storico per rilanciare l'economia

Secondo quanto riportato da La Nación e Cadena 3, il governo nazionale e le banche hanno iniziato a discutere alternative per ampliare il finanziamento in dollari a settori che oggi hanno un accesso limitato. L'iniziativa punta a sfruttare quasi 7.000 milioni di dollari che restano inattivi nel sistema finanziario, pari al 17% dei depositi in valuta estera.

Il presidente della Banca Centrale, Santiago Bausili, ha sottolineato la necessità di rivedere le restrizioni in vigore dalla crisi del 2001. Nella presentazione dell'ultimo Rapporto di Politica Monetaria (IPOM), il funzionario ha osservato che, sebbene il sistema finanziario sia stato preservato dal rischio di disallineamento valutario, si è anche consolidato un sistema creditizio estremamente ridotto. "Abbiamo preservato un sistema tra i più piccoli del mondo. Quindi, abbiamo preservato il nulla", ha affermato Bausili con tono autocritico e costruttivo, cercando di aprire un dibattito che consenta di convogliare il risparmio verso l'investimento domestico.

Cos'è il 'disallineamento valutario' e perché è stato regolato nel 2001?

Il cosiddetto 'disallineamento di valute' si verifica quando una persona o un'azienda si indebita in una valuta diversa da quella in cui genera i propri redditi. Ad esempio, se un'azienda fattura in pesos ma contrae un prestito in dollari, una svalutazione improvvisa potrebbe rendere il suo debito impagabile. Dopo la crisi del 2001, l'articolo 23 del DNU 905/2002 ha vietato alle banche di prestare dollari a chi non genera redditi in quella valuta (essenzialmente esportatori). Questo ha protetto il sistema, ma ha congelato un'enorme capacità di prestito.

Cos'è la riserva obbligatoria bancaria?

Quando un risparmiatore deposita il proprio denaro, la banca non può prestare l'intero importo. Deve congelare una parte come riserva obbligatoria, nota come 'encaje'. Questo meccanismo garantisce che l'istituto abbia liquidità se molti clienti decidono di ritirare i propri risparmi contemporaneamente. In Argentina, le riserve in dollari sono storicamente elevate per evitare il disallineamento, il che ha generato questi 7.000 milioni di dollari immobilizzati.

Alternative per un credito sicuro e produttivo

Fonti del settore finanziario hanno indicato a Identidad Correntina che il governo cerca strumenti per rafforzare un'economia che crescerebbe solo del 2,7% nel 2026, senza ricorrere a un 'Piano Platita' né a un'emissione monetaria che acceleri l'inflazione.

Tra le alternative analizzate con prudenza ci sono:

  • Ampliare l'universo aziendale: Consentire l'accesso a imprese che, pur non essendo esportatrici dirette, siano legate a filiere di esportazione. Se una parte delle loro vendite va al settore export, potrebbero accedere al credito in dollari limitando il rischio.
  • Sviluppatori immobiliari: Finanziare sviluppatori i cui asset sono solitamente riferiti in dollari, offrendo una copertura economica più naturale.
  • Garanzie di esportatori: Finanziare clienti con redditi in pesos purché abbiano garanzie in valuta estera fornite da aziende esportatrici.

Il ministro dell'Economia, Luis Caputo, ha proposto di integrare questa iniziativa sviluppando il mercato dei capitali. Ha suggerito che banche e società di intermediazione costituiscano fondi immobiliari che potrebbero essere sfruttati con risorse di organismi multilaterali, triplicando o quadruplicando l'investimento iniziale.