Una giornata storica al Senato
Il 7 agosto 2026, dopo quasi 12 ore di intenso dibattito, il Senato argentino ha dato la prima approvazione alla Legge sull'Inviolabilità della Proprietà Privata con 37 voti favorevoli e 33 contrari. La sessione, presieduta dal presidente provvisorio del Senato, Bartolomé Abdala, a causa del viaggio ufficiale della vicepresidente Victoria Villarruel e del presidente Javier Milei, ha segnato una tappa fondamentale nella legislatura argentina.
L'iniziativa, promossa dal Ministero della Deregolamentazione guidato da Federico Sturzenegger, è avanzata dopo difficili negoziazioni. Per assicurare i voti necessari ed evitare una sconfitta politica, il governo ha deciso di ritirare due capitoli sensibili: quello relativo alla flessibilizzazione dell'acquisto di terre rurali da parte di stranieri (Capitolo III) e quello legato alla Legge sulla Gestione del Fuoco (Capitolo IV). Il progetto ora passerà alla Camera dei Deputati per la discussione.
Cambiamenti chiave per proprietari e inquilini
Il cuore della legge approvata risiede in una riforma profonda del regime degli sfratti, con l'obiettivo di dare alla giustizia strumenti più agili:
- Sfratti express: Tutti i processi seguiranno la via sommarissima per accelerare le risoluzioni giudiziarie.
- Usurpazioni: Il giudice potrà ordinare la consegna immediata dell'immobile se ritiene verosimile il diritto invocato e il richiedente presta cauzione giurata.
- Riconoscimento giudiziale: È previsto l'obbligo di effettuare un riconoscimento dell'immobile entro 72 ore per identificare gli occupanti.
- Intimazione agli inquilini: Prima di avviare una causa per mancato pagamento, il proprietario dovrà intimare formalmente e concedere un termine minimo di 10 giorni consecutivi per regolarizzare il debito.
- Deposito delle chiavi: Se il proprietario rifiuta di ricevere le chiavi, l'inquilino potrà depositarle giudizialmente e smettere di pagare l'affitto.
Sono inoltre previste garanzie speciali quando nell'abitazione vivono minori, persone con disabilità o anziani in situazioni di vulnerabilità.
Espropriazioni più restrittive
La legge inasprisce anche le condizioni per le espropriazioni da parte dello Stato. La dichiarazione di pubblica utilità dovrà essere interpretata in modo restrittivo e giustificata con precisione.
L'indennizzo includerà il valore obiettivo del bene e limiterà il mancato guadagno a un massimo del 30% del danno emergente, salvo che il danneggiato dimostri una perdita maggiore. Durante il dibattito, la ministra Patricia Bullrich ha criticato il sistema attuale, affermando che il tempo medio per ricevere un indennizzo di espropriazione è di 18 anni.
Il costo politico e il dibattito interno
Per ottenere l'approvazione in prima lettura, il governo ha dovuto cedere. La rimozione del Capitolo III sulla vendita di terre agli stranieri è avvenuta dopo il rifiuto di diversi governatori e blocchi dialoganti. Poche ore dopo, è caduta anche la riforma della Legge sulla Gestione del Fuoco, mantenendo le restrizioni per modificare l'uso delle terre incendiate per 30 e 60 anni.
La sessione non è stata priva di scontri. Bullrich ha avuto un confronto con il suo collega di bancata Joaquín Benegas Lynch, che ha definito 'tiepidi' gli alleati. Inoltre, Bullrich ha bloccato la richiesta della senatrice Anabel Fernández Sagasti di votare virtualmente. Nella sua difesa del progetto, Bullrich ha sostenuto che 'la proprietà privata è certezza per i cittadini' e che con questa legge 'gli argentini avranno giustizia' contro le usurpazioni.
Contesto di pressione sociale
La sessione si è svolta in un clima di alta tensione sociale. Fuori dal Congresso, si sono verificati incidenti dopo una repressione che, secondo le organizzazioni per i diritti umani, ha lasciato più di 1.500 feriti e 28 arrestati. Una fotografa ha riportato una frattura cranica ed è stata ricoverata all'ospedale Argerich, anche se si è detto che sta migliorando.
Parallelamente, più di 50.000 persone hanno marciato a Buenos Aires per la Festa di San Gaetano, chiedendo pace, pane, terra, tetto e lavoro. Diverse figure pubbliche, come la cantante Tini Stoessel, hanno condannato la legge sui social. Secondo alcuni sondaggi, quasi l'80% degli argentini sostiene l'imposizione di limiti alla vendita di terre agli stranieri, il che spiega la resistenza al capitolo ritirato.
Fonti: Senato della Nazione, El Economista, La Nación, Infobae.