23/06/2026 03:33 - Internacionales
Il 21 giugno 2026 è stato segnato nella storia politica della Colombia. Abelardo "El Tigre" de la Espriella, un avvocato penalista che non aveva mai ricoperto una carica pubblica, si è imposto al secondo turno presidenziale con 12.959.515 voti (49,66%) contro i 12.708.695 (48,70%) di Iván Cepeda, secondo lo scrutinio ufficiale del 99,99% delle schede.
La differenza è stata di appena 247.129 voti, un risultato che riflette una società divisa ma con un chiaro messaggio di cambiamento verso destra. De la Espriella, nato a Bogotá nel 1978 ma cresciuto a Montería, rappresenta una nuova generazione di leader conservatori che emergono in America Latina.
| Candidato | Voti | Percentuale |
|---|---|---|
| Abelardo de la Espriella | 12.959.515 | 49,66% |
| Iván Cepeda | 12.708.695 | 48,70% |
| 99,99% schede scrutinatissute (122.016 di 122.020) | ||
| Primo turno: | 31 maggio 2026 |
| Secondo turno: | 21 giugno 2026 |
| Insediamento: | 7 agosto 2026 |
Abelardo de la Espriella ha 47 anni ed è avvocato penalista di professione. Possiede la triplice nazionalità (colombiana, statunitense e italiana), un fatto inusuale per un presidente latinoamericano che spiega la sua vicinanza al blocco occidentale.
Nel 2002 ha fondato il suo studio legale De la Espriella Lawyers, che opera in Colombia e Miami, consolidandosi come punto di riferimento in casi giudiziari di grande risonanza mediatica. Tra i suoi clienti più noti figurava Álex Saab, exministro venezuelano indicato come presunto prestanome di Nicolás Maduro, sebbene De la Espriella abbia affermato di essersi dissociato da lui nel 2021.
Il suo movimento politico Difensori della Patria, fondato nel luglio 2025, si definisce come uno "scudo cittadino" contro l'abuso di potere e la corruzione. "Non sono venuto qui a stringere la mano a tutti e abbracciare i nemici della Repubblica", ha dichiarato annunciando la sua candidatura.
La sua proposta si articola su più di dieci pilastri con l'ambizioso obiettivo di "ricostruire la nazione":
Lo Scudo delle Americhe è l'iniziativa di sicurezza regionale promossa da Donald Trump che raggruppa paesi con governi allineati con Washington. La Colombia si aggiunge ufficialmente a:
Questo blocco si oppone frontalmente ai governi di Nicaragua (Ortega) e Cuba (Díaz-Canel), mantenendo tensioni diplomatiche con Brasile (Lula) e Messico (Sheinbaum).
Da Truth Social: "Congratulazioni al candidato colombiano, 'El Tigre', per la sua vittoria schiacciante al primo turno delle elezioni presidenziali colombiane! Abelardo lotta per il suo grande paese e lo ama, proprio come io amo gli Stati Uniti d'America."
Donald Trump non ha nascosto la sua soddisfazione per il trionfo di De la Espriella. Dopo la pubblicazione dei risultati del primo turno, il presidente statunitense ha pubblicato su Truth Social il suo sostegno "totale e incondizionato".
La deputata repubblicana María Elvira Salazar ha anch'essa espresso il suo appoggio: "Abelardo de la Espriella ha vissuto nel mio distretto numero 27 ed è cittadino nordamericano. Gli Stati Uniti vogliono il meglio per la Colombia".
De la Espriella ha risposto rapidamente: "Sono molto onorato di ricevere il sostegno deciso del presidente Donald Trump. So che nell'era di El Tigre faremo una squadra come mai prima la Colombia ha avuto con gli Stati Uniti".
La vittoria non è stata priva di controversie. Iván Cepeda ha annunciato l'impugnazione di 31.000 seggi elettorali, mentre il presidente uscente Gustavo Petro ha denunciato ostacoli agli avvocati in Corferias. La deputata María Elvira Salazar ha avvertito possibili sanzioni per frode elettorale.
All'estero, De la Espriella ha vinto in modo convincente in Stati Uniti, Canada e Venezuela, riflettendo il sostegno della diaspora al suo progetto.
Javier Milei, presidente dell'Argentina, ha congratulato con il vincitore, unendosi ai leader regionali allineati con Trump. La Cancelleria colombiana ha presentato una nota di protesta per le dichiarazioni di Milei durante la campagna.
📅 Prossimo appuntamento chiave: Le elezioni in Brasile (Lula vs Flavio Bolsonaro) definiranno il futuro della mappa politica regionale.
Alfredo S. Quiroga