Il 5 agosto 2026, uno stadio superiore di un Falcon 9 ha colpito la Luna a 8.700 km/h. La sonda sudcoreana Danuri ha catturato le prime immagini del prima e del dopo, rivelando un nuovo cratere che entusiasma la comunità scientifica per il suo inestimabile potenziale di studio.

Un impatto affascinante sul nostro satellite naturale

Il 5 agosto 2026 alle 06:35 UTC (le 3:35 del mattino in Argentina), la superficie lunare ha registrato un evento insolito ed emozionante per l'astronomia. Il secondo stadio di un razzo Falcon 9 Block 5 di SpaceX ha impattato sulla Luna a una velocità di 2,43 chilometri al secondo (8.700 km/h), formando un nuovo cratere. Lungi dall'essere un pericolo, questo evento apre una finestra unica verso la conoscenza scientifica.

Come è arrivato un razzo fin lì?

Questo stadio superiore, identificato come F9-427 (numero di catalogo 2025-010D), aveva una massa di circa 4 tonnellate, misurava 13,8 metri di lunghezza e 3,7 metri di diametro. È stato lanciato il 15 gennaio 2025 dalla Florida, in una missione che trasportava i moduli lunari Blue Ghost M1 (di Firefly Aerospace) e Hakuto-R Resilience (dell'azienda giapponese ispace).

Dopo aver posizionato il suo carico utile nelle rispettive traiettorie, lo stadio è rimasto in un'orbita molto ellittica e instabile di 176 x 362.529 chilometri. Per più di un anno, le perturbazioni gravitazionali del Sole, della Terra e della Luna, insieme alla pressione della radiazione solare, hanno modificato il suo percorso. Nel settembre 2025, l'astronomo Bill Gray ha previsto che il razzo sarebbe infine caduto sulla Luna, una stima che si è avverata con precisione millimetrica.

Il ruolo stellare della sonda Danuri

L'impatto è avvenuto sul lato nascosto della Luna, vicino al cratere Einstein, alle coordinate 19,476º nord, 93,286º ovest. Poiché il sole illuminava il 56% della Luna in quel momento, lo sfondo era troppo luminoso per osservare il lampo dalla Terra. Tuttavia, la scienza moderna ci ha regalato immagini uniche.

La sonda sudcoreana Danuri (KPLO), gestita dall'Istituto di Ricerca Aerospaziale della Corea del Sud (KARI), ha effettuato otto sessioni fotografiche attorno alla zona dell'impatto. Le immagini hanno mostrato un evidente cambiamento: una nuova zona scura e materiale spostato, prova che il regolite lunare (lo strato di polvere e rocce che ricopre la superficie) è stato espulso dall'energia della collisione.

Inoltre, il telescopio Very Large Telescope (VLT) dell'ESO in Cile è riuscito a catturare la firma spettrale del sodio (proveniente dal suolo lunare) e del litio (dalla lega metallica del razzo), confermando l'impatto in modo inconfutabile.

Cos'è il regolite lunare?

È il materiale a grana fine che ricopre la superficie della Luna, composto da polvere, frammenti di roccia e minerali creati dall'impatto di meteoriti nel corso di miliardi di anni. Studiare come reagisce a impatti noti è fondamentale per le future missioni con equipaggio.

Un'opportunità scientifica brillante

Per gli scienziati, questo evento è un vero regalo astronomico. La Luna è priva di atmosfera, quindi i crateri rimangono intatti per milioni di anni. Conoscendo con esattezza le dimensioni, la massa (4 tonnellate), la traiettoria e la velocità dell'oggetto, i ricercatori potranno correlare questi dati con la morfologia del cratere generato. Queste informazioni saranno fondamentali per migliorare i modelli con cui si ricostruiscono gli impatti di meteoriti e altri corpi spaziali nella storia del Sistema Solare.

Antecedenti e il futuro dei detriti spaziali

Questo è il nono impatto di uno stadio superiore di razzo contro la Luna, e il terzo avvenuto in modo non intenzionale. Nel XX secolo, la NASA ha diretto stadi dei razzi Saturn V delle missioni Apollo contro la Luna appositamente per studiare il suo interno tramite onde sismiche. Più recentemente, nel 2009, lo stadio di un razzo Centaur si è schiantato intenzionalmente nel cratere Cabeus per cercare acqua.

Con l'aumento delle missioni spaziali verso la Luna, soprattutto da parte di Stati Uniti e Cina, questo evento sottolinea l'importanza di gestire adeguatamente i rifiuti spaziali. Assicurare che gli stadi dei razzi rientrino nell'atmosfera terrestre sarà un passo vitale per mantenere la sicurezza delle future spedizioni e mantenere pulito il nostro satellite.