31/07/2026 22:16 - Tecnologia
L'orbita terrestre è diventata una zona di intenso traffico. Con la proliferazione di mega-costellazioni di satelliti per internet e comunicazioni, la quantità di rifiuti spaziali sta aumentando a un ritmo senza precedenti, spingendo la comunità internazionale a cercare soluzioni tecnologiche urgenti.
Attualmente, circa 16.000 satelliti orbitano attorno alla Terra, essendo fondamentali per il GPS, le previsioni meteorologiche, le operazioni bancarie e le comunicazioni. Tuttavia, le proiezioni indicano che questa cifra potrebbe raggiungere tra i 60.000 e i 100.000 satelliti prima del 2030, secondo quanto riporta AIM Digital. Aziende come SpaceX, con oltre 10.000 satelliti in orbita, e Blue Origin pianificano di lanciarne centinaia di migliaia in più.
Questa saturazione aumenta il rischio di collisioni e il fenomeno noto come Sindrome di Kessler, una reazione a catena in cui gli impatti generano più frammenti, rendendo difficile l'uso sicuro dello spazio. Inoltre, la caduta di detriti sulla Terra è diventata frequente: nel 2024, attrezzature della Stazione Spaziale Internazionale sono cadute su una casa in Florida, e all'inizio del 2025, parti di un razzo di SpaceX sono atterrate vicino a un centro commerciale in Polonia, dettagliato da TN. Altri incidenti registrati includono un anello di razzo francese in Kenya a dicembre e un satellite cinese di 3 tonnellate a Tenerife.
Uno studio presentato al 76° Congresso Astronautico Internazionale a Sydney, Australia, introduce un metodo rivoluzionario per identificare i rifiuti spaziali utilizzando radiotelescopi. Il programma Southern Hemisphere Asteroid Radar Programme (SHARP) ha applicato l'analisi delle firme micro-Doppler per conoscere come girano e di cosa sono fatti gli oggetti che orbitano la Terra.
È una tecnica che analizza variazioni molto piccole nei segnali radio riflessi dagli oggetti spaziali. Inviando segnali da una stazione della NASA a Canberra, Australia, e ricevendoli con radiotelescopi del CSIRO e dell'Università della Tasmania, gli scienziati sono riusciti a distinguere tra forme semplici (come cilindri di razzi) e strutture complesse (come satelliti con antenne).
Secondo Infobae, tra il marzo 2021 e il settembre 2025, il team ha osservato 20 corpi di razzi e satelliti fuori servizio, riuscendo a ridurre l'incertezza nelle loro traiettorie fino al 30% e stimando le loro dimensioni con un margine di errore inferiore al 10%. Questa tecnica offre un'alternativa economica per monitorare orbite alte e geostazionarie.
Per evitare il caos orbitale, l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e aziende private stanno sviluppando tecnologie di pulizia attiva. Tra queste si includono bracci robotici, reti di cattura e sistemi di aggancio autonomi progettati per catturare oggetti fuori controllo e indirizzarli verso l'atmosfera per la loro disintegrazione, riporta El Monitor Edomex.
Parallelamente, l'intelligenza artificiale gioca un ruolo cruciale nella prevenzione dei guasti. Il federated learning (apprendimento federato) permette a ciascun satellite di elaborare le proprie informazioni e condividere solo la conoscenza ottenuta, riducendo il consumo di energia e larghezza di banda. Questo aiuta ad anticipare il deterioramento di componenti critici, come le batterie, prolungando la vita utile dei dispositivi.
L'attuale regolamentazione non accompagna il ritmo dello sviluppo spaziale. Un errore di un minuto nel prevedere il rientro di un oggetto può spostare la zona di caduta di quasi 483 chilometri. Sebbene i trattati dell'ONU della Guerra Fredda regolino la responsabilità per i danni, sono obsoleti di fronte alla realtà delle mega-costellazioni private. Le allerte di caduta detriti sono aumentate da 110 un decennio fa a 820 nell'anno scorso.
Fortunatamente, la comunità globale sta promuovendo nuove norme per la progettazione dei satelliti e il loro de-orbitamento controllato. Con la combinazione di rilevamento avanzato, IA e veicoli pulitori, il futuro dello spazio si prospetta più sicuro e sostenibile, garantendo che le orbite continuino a essere un ponte vitale per l'umanità.
Alfredo S. Quiroga