Dopo il vertice dell'Hotel Emperador, il peronismo lancia una strategia di espansione territoriale. Axel Kicillof, Sergio Massa e Gerardo Zamora visiteranno i governatori peronisti alleati del governo per tentare accordi in vista del 2027, mentre il MDF prepara un plenario federale per settembre.

Il peronismo non si ferma. Dopo il vertice storico che la scorsa settimana ha riunito all'Hotel Emperador Axel Kicillof, Sergio Massa, Máximo Kirchner e i principali referenti del Partito Giustizialista (PJ), la strategia ora punta ad ampliare la base territoriale. Secondo quanto riportato da La Política Online, i tre presidenziabili dello spazio —Kicillof, Massa e il governatore di Santiago del Estero, Gerardo Zamora— usciranno a visitare i cosiddetti “governatori di mezzo”: quei governatori peronisti che mantengono un dialogo con il governo di Javier Milei e che non hanno ancora definito il loro allineamento.

L'idea, concordata al vertice, è che questi tre leader percorrano le province accompagnati da altri referenti dello spazio, come testimoni che le conversazioni si inseriscono in una costruzione collettiva e non in una candidatura individuale. L'obiettivo è tentare possibili accordi per l'elezione presidenziale del 2027, in uno scenario in cui il governo già negozia con il PRO e il peronismo cerca di evitare la frammentazione.

Il vertice dell'Hotel Emperador e il patto sulle PASO

L'incontro di giovedì scorso (13 agosto) è stato promosso principalmente da Sergio Massa e ha visto la presenza dei governatori Gerardo Zamora, Sergio Ziliotto, Gustavo Melella, Ricardo Quintela e Gildo Insfrán, oltre ai capi dei blocchi José Mayans (senatore) e Germán Martínez (deputato). Lì si è formato il cosiddetto “Gruppo dei 10”, che ha come priorità immediata la difesa delle PASO (Primarie Aperte, Simultanee e Obbligatorie).

Il peronismo considera le PASO essenziali per dirimere le proprie divisioni interne e presentare un candidato unitario. Il governo, al contrario, spinge per la loro eliminazione, con il sostegno di alcuni governatori peronisti “dialoganti”. Per questo, il Gruppo dei 10 ha già inviato un messaggio a questi governatori: se non accompagneranno la difesa delle primarie, potrebbero affrontare liste avversarie nelle loro province.

Kicillof non frena la sua costruzione personale

Mentre avanza il dialogo unificato, il governatore di Buenos Aires mantiene la sua strategia di espansione territoriale. Questo mercoledì (19 agosto) viaggerà a Chaco, dove parteciperà all'atto di normalizzazione della CGT Regionale e presenterà il suo libro Da Smith a Keynes presso l'Università Nazionale del Nordest (UNNE). L'attività sindacale mira a rafforzare i legami con settori chiave e ad ampliare la presenza del Movimento Diritto al Futuro (MDF) in altre province.

In parallelo, il MDF continua con i plenari sezionali nella provincia di Buenos Aires. Questo sabato (15 agosto) se ne è svolto uno a Ramallo, con la partecipazione dei sindaci Mario Secco (Ensenada) e Julio Alak (La Plata), che ha affermato che “l'unico candidato del peronismo deve essere Kicillof” e ha criticato la dirigenza del PJ per “non comprendere la gente”. Il prossimo plenario sarà nella Terza Sezione, e si prevede di completare tutte le sezioni prima di settembre, per poi realizzare un incontro federale con dirigenti di diverse province.

La lotta interna peronista: tra unità e ambizioni personali

Il vertice dell'Hotel Emperador è stato visto come un primo passo per ricomporre il dialogo, ma le differenze interne restano latenti. Secondo Ámbito, nell'entourage di Massa smentiscono che l'ex ministro dell'Economia si candiderà a presidente o governatore, e assicurano che “non è ancora arrivato il suo tempo”. Nel frattempo, circola il nome di Natalia de la Sota, figlia dell'ex governatore di Córdoba, come possibile candidata alla vicepresidenza in una formula con Kicillof, anche se alcuni lo considerano “un'operazione per abbassarne il prezzo”.

Da parte sua, l'analista Luis Majul sostiene su La Nación che la campagna è già iniziata e che sia il governo che l'opposizione sono in piena operazione politica. Nel peronismo, la sfida tra Kicillof, Massa e il kirchnerismo duro resta aperta, ma la difesa delle PASO è diventata il punto di contatto iniziale.

Cosa cerca il peronismo dai governatori “di mezzo”?

I governatori peronisti che mantengono un dialogo con la Casa Rosada —come Osvaldo Jaldo (Tucumán) e Raúl Jalil (Catamarca)— sono l'obiettivo di questa nuova offensiva. Il governatore di La Rioja Ricardo Quintela ha già anticipato che andrà a parlare con loro per avvicinarli al PJ nazionale. La strategia è duplice: da un lato, aggiungere adesioni alla difesa delle PASO; dall'altro, costruire un'architettura elettorale che tenga conto degli interessi provinciali.

Al vertice, diversi presenti hanno chiesto che le lotte interne del peronismo di Buenos Aires non vengano “esportate” nelle province. “Ci mandano un ministro della provincia che si riunisce con alcuni sindaci e poi arrivano quelli de La Cámpora o di Sergio e si crea un casino”, ha detto un deputato dell'interno. La richiesta è stata annotata, ma il tono generale è stato buono, spinto dalla vittoria al Senato contro la legge sull'estraniazione delle terre e da sondaggi che mostrano un possibile ballottaggio con Milei.

Prossimi passi: Chaco, plenari e un atto federale

L'agenda di Kicillof include, oltre a Chaco, la continuazione dei plenari del MDF nelle sezioni di Buenos Aires e un plenario federale a settembre che cercherà di mostrare l'espansione dello spazio. Nel frattempo, Massa e Zamora avranno anche i loro giri, sempre con l'obiettivo di ampliare la base prima di discutere le candidature.

“Il MDF non è una franchigia e nessuno è l'unico rappresentante nelle province. L'idea di Axel è rappresentare tutti i settori”, hanno spiegato dal suo entourage. La parola d'ordine è chiara: “Né dito né manovre, la gente”. L'unità, per ora, si costruisce con dialogo e territorio.