A otto giorni dal devastante sisma di magnitudo 7,4 che ha colpito l'ovest della Colombia, il bilancio ufficiale sale a 289 vittime e 143 dispersi. Il governo di Abelardo de la Espriella stima che la ricostruzione richiederà circa 10 miliardi di dollari, mentre l'Argentina prepara l'invio di un contingente umanitario con impianto di potabilizzazione e cucina da campo.

Una tragedia che non dà tregua

Il terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia il 10 agosto 2026 ha lasciato una scia di distruzione che ancora non finisce di raccontarsi. Secondo l'ultimo rapporto ufficiale del presidente Abelardo de la Espriella, il sisma — con epicentro nelle vicinanze di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó — ha causato finora 289 morti, 4.187 feriti e 143 dispersi.

Le cifre, che il mandatario ha definito "preliminari", contrastano con i 304 corpi ricevuti dall'Istituto di Medicina Legale (IML), di cui 300 già identificati e consegnati alle famiglie. "Per rispetto delle vittime e delle loro famiglie, comunicheremo solo dati debitamente consolidati", ha chiarito De la Espriella in un discorso trasmesso lunedì sera.

"L'istruzione è gestire l'emergenza con i dispersi perché la cosa più importante qui è salvare vite" — Abelardo de la Espriella, presidente della Colombia

Il dramma dei dispersi

Mentre le squadre di soccorso lavorano contro il tempo, la cosiddetta "finestra di speranza" per trovare sopravvissuti sotto le macerie si riduce ora dopo ora. Il capitano Roni Kaplan, portavoce della Forza di Difesa israeliana, ha avvertito che le possibilità diminuiscono con il passare del tempo, sottolineando però che i soccorritori continuano a lavorare per tentare di localizzare eventuali sopravvissuti.

La squadra israeliana — uno dei tre gruppi internazionali autorizzati dalla Colombia a partecipare alle operazioni di ricerca e soccorso, insieme a quelli di Stati Uniti ed Ecuador — ha già recuperato quattro corpi tra le macerie di un edificio crollato a Cali, una delle città più colpite insieme a Pereira.

Distruzione massiccia ed emergenza educativa

Il bilancio dei danni è impressionante: 26.945 abitazioni distrutte e 127.557 danneggiate, 66 edifici crollati e oltre 186.000 persone colpite. L'emergenza ha colpito anche il sistema scolastico: 2.838 istituti educativi hanno subito danni, e il presidente ha annunciato che le lezioni si svolgeranno in modalità virtuale, senza ancora fissare una data per la ripresa delle lezioni in presenza.

Le piogge iniziate domenica hanno aggravato le condizioni di chi vive in rifugi improvvisati e hanno costretto a interrompere temporaneamente alcune operazioni di rimozione delle macerie. A Pereira, le famiglie installate nel parco Olaya Herrera hanno dovuto proteggere le tende con teli di plastica, mentre l'Ospedale Universitario San Jorge ha registrato allagamenti.

L'Argentina invia aiuti umanitari

In mezzo alla tragedia, la solidarietà internazionale si fa sentire. Il governo argentino ha confermato l'invio di un contingente delle Forze Armate che partirà martedì 18 agosto dall'aeroporto militare di El Palomar. Lo ha annunciato il portavoce presidenziale, Adrián Ravier, in conferenza stampa.

Dettagli della missione argentina

  • ✈️ Hércules C-130 dell'Aeronautica con una cucina da campo e un impianto di potabilizzazione
  • ✈️ Embraer RJ-140 trasporterà il personale dell'Esercito e dell'Aeronautica
  • 💧 Capacità di captazione, potabilizzazione e distribuzione dell'acqua
  • 📡 Supporto logistico e di comunicazioni
  • 🍽️ 4.000 razioni da campo
  • 🏥 Assistenza medica e personale specializzato nel soccorso

L'operazione sarà coordinata dallo Stato Maggiore Congiunto delle Forze Armate, sotto la supervisione del Ministero della Difesa guidato da Carlos Presti. Una delle teste del contingente sarà il colonnello Miguel Ángel Wissinger, che ha già partecipato a una missione simile in Venezuela dopo il doppio terremoto del 24 giugno scorso.

Ricostruzione: un "Piano Marshall" per il Chocó

Il presidente De la Espriella ha stimato in 30.000 miliardi di pesos colombiani (circa 9,5 miliardi di dollari) il costo della ricostruzione, e ha annunciato sussidi per l'edilizia abitativa e agevolazioni economiche per i sinistrati. A tal fine, ha dichiarato l'emergenza economica, una misura eccezionale prevista dalla Costituzione che consente al governo di emanare norme senza passare dal Congresso per un periodo limitato.

Il mandatario ha menzionato l'idea di realizzare nel Chocó un "Piano Marshall", in riferimento al progetto promosso dagli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale per la ricostruzione dell'Europa occidentale. Ha inoltre ringraziato la Banca Mondiale per l'erogazione della prima parte di un prestito di 200 milioni di dollari, e i 21 paesi che hanno offerto cooperazione.

Shakira e la solidarietà internazionale

La cantante colombiana Shakira ha visitato il Chocó e ha annunciato che dedicherà "tutti i suoi sforzi personali" alla ricostruzione dell'Università Tecnologica del Chocó, danneggiata dal terremoto. Insieme al filantropo statunitense Howard Graham Buffett, promuoverà la costruzione di dieci nuove scuole nel dipartimento.

"Ogni giorno in cui i bambini non vanno a scuola è un giorno in cui mettiamo in pausa il loro futuro, e questo non possiamo permetterlo", ha detto l'artista. Global Citizen contribuirà con 500.000 dollari e il promotore Live Nation con altri 500.000 dollari, per un totale di un milione di dollari destinati alla ricostruzione delle scuole.

L'Unione Europea, da parte sua, ha annunciato l'invio di centinaia di tende, coperte e attrezzature di emergenza attraverso Germania, Lussemburgo e Svezia, insieme a 2 milioni di euro in fondi per assistenza sanitaria, rifugi, acqua potabile e cibo.

Una prova che i colombiani sapranno superare

"Credetemi, questa prova non ci sarà troppo grande; i colombiani siamo abituati a crescere nelle avversità. Continuerò a guidare questa emergenza 24 ore al giorno", ha dichiarato De la Espriella, in un messaggio di speranza in mezzo al dolore.

Mentre le ricerche continuano e le scosse di assestamento si fanno ancora sentire, la comunità internazionale si è mobilitata per aiutare. La ricostruzione sarà lunga e costosa, ma la solidarietà e la resilienza di un popolo che ha già superato tragedie simili — come il terremoto di Armenia del 1999, che causò oltre mille morti — sono il segnale migliore che la Colombia ce la farà.