Una giornata nera per i titoli tecnologici
Wall Street è tornata a chiudere in territorio negativo martedì 18 agosto 2026, registrando la terza sessione consecutiva di ribassi. Il Dow Jones è sceso dello 0,22% a 53.343 punti, l'S&P 500 ha perso lo 0,69% attestandosi a 7.691 unità, mentre il Nasdaq, fortemente orientato alla tecnologia, è stato il più colpito con un calo dell'1,33%, chiudendo a 26.289 punti.
Le aziende produttrici di semiconduttori sono state l'epicentro delle vendite: Western Digital è crollata di quasi il 7%, Sandisk di circa il 9%, Marvell Technology di circa l'8%, Nvidia ha perso più del 2% e Intel ha ceduto circa il 7%. L'indice PHLX Semiconductor (SOX), che misura l'andamento dei produttori di chip, è crollato di quasi il 5% nella giornata.
Perché i titoli di Stato USA sono al centro della tempesta?
Il rendimento del titolo di Stato americano a 10 anni ha superato il 4,70%, un livello che non si vedeva dal 2007. Ancora più eclatante è stato il dato sul titolo a 30 anni, che ha toccato il 5,34% nei primi momenti della seduta, vicino ai massimi di quasi due decenni.
Quando i rendimenti dei bond salgono, aumenta anche il costo del denaro. Questo colpisce sia i consumatori con mutui e prestiti, sia le imprese che devono finanziare i propri investimenti. Le aziende tecnologiche, che destinano ingenti somme a progetti di intelligenza artificiale (IA), sono particolarmente vulnerabili a questo fenomeno.
Secondo José Torres, di Interactive Brokers, la pressione sui titoli di Stato risponde a "una lunga lista di fattori sfavorevoli", tra cui gli alti prezzi dell'energia, il deficit fiscale degli Stati Uniti e "le significative esigenze di finanziamento legate allo sviluppo dell'IA".
Il petrolio, un altro fattore di pressione
Il greggio WTI è avanzato dello 0,52% chiudendo a 84,94 dollari al barile, mentre il Brent ha superato i 91 dollari, accumulando un rialzo di quasi il 50% nel corso del 2026. L'escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran, con lo stretto di Hormuz bloccato, tiene il mercato energetico con il fiato sospeso.
Il presidente Donald Trump ha negato l'esistenza di negoziati con Teheran e ha affermato che lo stretto rimane "aperto e operativo". Tuttavia, il termine di 60 giorni della tregua concordata a giugno è scaduto senza un'intesa, e Trump è arrivato a pubblicare sulla sua piattaforma Truth Social una mappa di Hormuz come "nuovo territorio statunitense".
La combinazione di petrolio caro e rendimenti dei bond in salita alimenta il timore di un'inflazione persistente che potrebbe spingere la Federal Reserve a mantenere i tassi di interesse elevati più a lungo.
Impatto globale e prospettive
Anche le borse europee hanno risentito del clima negativo: Parigi e Francoforte sono scese di circa l'1%, mentre Londra ha guadagnato leggermente lo 0,1%.
Il mercato attende con attenzione la pubblicazione dei verbali della riunione di luglio della Federal Reserve, prevista per mercoledì, che potrebbe fornire indicazioni sulla futura traiettoria dei tassi di interesse.