L'Istituto di Salute Carlos III (ISCIII) ha segnalato i primi casi di una variante del Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) resistente al nirsevimab, l'anticorpo monoclonale utilizzato per prevenire la bronchiolite nei neonati. Sebbene il farmaco mantenga la sua efficacia globale, la scoperta evidenzia la capacità evolutiva del virus e l'importanza di una sorveglianza genomica costante.

La sfida medica: Resistenza al Nirsevimab

Il Laboratorio di Virus Respiratori del Centro Nazionale di Microbiologia dell' ISCIII ha rilevato tre casi pediatrici in Spagna durante la stagione 2025-2026 in cui il virus è riuscito a superare la protezione immunologica.

Secondo quanto riportato, la resistenza sarebbe stata causata da una mutazione nella proteina F del virus, precisamente nel sito antigenico Ø. Questo cambiamento strutturale permetterebbe al patogeno di sfuggire parzialmente all'azione dell'anticorpo monoclonale.

Cos'è il VRS e la Bronchiolite?

Per chi non lo conoscesse, il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è un agente comune che colpisce le vie respiratorie. Nei neonati, può causare la bronchiolite, un'infiammazione dei bronchioli (i polmoni più piccoli) che rende difficile la respirazione.

Il nirsevimab è un trattamento innovativo che agisce come un "scudo" di anticorpi pronti, riducendo drasticamente la necessità di ricoveri ospedalieri nei bambini sotto l'anno di età.

Efficacia e Statistiche

Riduzione ricoveri globale: ~ 80%
Casi resistenti rilevati: 3 pazienti
Stagione di riferimento: 2025-2026

Impatto Clinico e Collaborazione

La gravità di questi casi dimostra che l'immunizzazione non è sempre assoluta. Dei tre minori identificati, due hanno richiesto l'ospedalizzazione nonostante avessero ricevuto la dose preventiva. Il caso più critico avrebbe portato a una bronchiolite grave, richiedendo l'ingresso in Unità di Terapia Intensiva (UTI) con supporto respiratorio.

Questo studio sarebbe stato possibile grazie alla coordinazione di esperti come María Iglesias Caballero, Vicente Mas e Inmaculada Casas, con il supporto fondamentale dell' Ospedale Universitario di Badajoz, l' Ospedale Universitario Virgen del Rocío di Siviglia e la rete Relecov.

Prospettive per il futuro

L'apparizione di queste mutazioni potrebbe suggerire che il virus si stia adattando alle nuove misure di prevenzione. Questo potrebbe spingere le autorità sanitarie a intensificare la sorveglianza genomica. È probabile che in futuro vengano sviluppati anticorpi di nuova generazione o terapie combinate per garantire una protezione ancora più robusta ai più piccoli.


Fonte dei dati: Eurosurveillance (ECDC) / ISCIII