La sonda BepiColombo, progetto congiunto tra ESA e JAXA, si prepara alla manovra più delicata del suo viaggio: l'inserimento orbitale attorno a Mercurio. Dopo sette anni di traversata e nove sorvoli, la missione promette di svelare i segreti del pianeta più vicino al Sole.

L'esplorazione spaziale sta per raggiungere una pietra miliare storica. La missione BepiColombo, lanciata nel 2018 come sforzo congiunto tra l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l'Agenzia Giapponese di Esplorazione Aerospaziale (JAXA), si trova nella sua fase finale per diventare la prima sonda a orbitare attorno a Mercurio, il pianeta più piccolo e più vicino al Sole del nostro sistema solare.

Il prossimo 3 settembre 2026, la sonda separerà il suo modulo di trasferimento, il componente che l'ha spinta durante tutto il viaggio. Questo passo darà inizio alla fase finale di avvicinamento, che culminerà con la manovra di inserimento orbitale prevista per novembre 2026. Sarà un momento critico: la sonda dovrà ridurre la sua velocità abbastanza perché la gravità di Mercurio la catturi, senza lasciarsi vincere dall'intensa radiazione solare e dalle temperature estreme che superano i 450 °C sulla superficie del pianeta.

Cos'è BepiColombo?

BepiColombo è una missione di classe flagship dell'ESA, con partecipazione della JAXA. Il suo nome onora lo scienziato italiano Giuseppe 'Bepi' Colombo, che negli anni '70 ideò la tecnica di assistenza gravitazionale che permise alla sonda Mariner 10 di effettuare più sorvoli di Mercurio. La missione è composta da due orbiter scientifici che lavoreranno insieme per svelare i misteri del pianeta.

I due orbiter

  • MPO (Mercury Planetary Orbiter): Sviluppato dall'ESA, studierà la superficie e l'interno del pianeta, mappando la sua composizione e struttura.
  • Mio: Costruito dalla JAXA, si concentrerà sull'ambiente magnetico (magnetosfera) e sulla sua interazione con il vento solare.

Un viaggio di sette anni e nove sorvoli

Dal suo lancio, BepiColombo ha effettuato una complessa traiettoria che ha incluso nove sorvoli planetari: uno della Terra, due di Venere e sei di Mercurio. Queste manovre di assistenza gravitazionale le hanno permesso di regolare la sua velocità e direzione senza consumare carburante aggiuntivo, un risultato ingegneristico che dimostra la precisione dei team ESA e JAXA.

La fase scientifica inizierà ufficialmente in aprile 2027, quando entrambi gli orbiter saranno nelle loro orbite definitive. L'MPO raggiungerà la sua orbita finale in marzo 2027, mentre l'orbiter Mio sarà rilasciato in dicembre 2026.

Obiettivi scientifici: cosa cercherà BepiColombo?

La missione ha l'obiettivo di rispondere a domande fondamentali sulla formazione ed evoluzione di Mercurio. Tra i suoi obiettivi principali:

  • Determinare perché Mercurio ha una densità così alta rispetto ad altri pianeti rocciosi.
  • Studiare il suo interno, campo magnetico e magnetosfera.
  • Analizzare l'esosfera, uno strato di gas estremamente tenue che circonda il pianeta.
  • Cercare ghiaccio d'acqua nei crateri permanentemente in ombra delle regioni polari.
  • Investigare se il pianeta presenta attività interna, come vulcanismo o tettonica.

Questi dati non solo aiuteranno a comprendere Mercurio, ma getteranno anche luce sulla formazione dei pianeti rocciosi in generale, inclusa la Terra.

Con questa missione, l'umanità farà un passo avanti nell'esplorazione del sistema solare, e i risultati promettono di riscrivere i libri di testo sul pianeta più vicino alla nostra stella.

Fonte: Google News