Un logoramento insostenibile per l'esercito russo
Secondo quanto riportato da The Guardian venerdì 28 agosto 2026, fonti dell'intelligence occidentale stimano che la Russia perde circa 6.000 soldati in più al mese in Ucraina rispetto a quanti ne riesca a reclutare. Questo divario crescente tra perdite e sostituzioni mette in evidenza le difficoltà del Cremlino nel sostenere la sua campagna militare a lungo termine.
Il rapporto dettaglia che, sebbene la Russia recluti circa 1.000 soldati al giorno, questo ritmo risulta insufficiente per compensare le perdite sul fronte. La mancanza di equipaggiamento e di ufficiali addestrati per assorbire centinaia di migliaia di nuove reclute aggrava ulteriormente la situazione.
“La Russia sta perdendo più truppe di quante possa sostituirne, il che limita la sua capacità di mantenere operazioni offensive sostenute”, affermano le fonti consultate dal media britannico.
La strategia di Putin: colpire la popolazione civile
Di fronte a questa realtà, il presidente russo Vladimir Putin ha scelto di intensificare gli attacchi contro le infrastrutture civili e la popolazione ucraina. Dall'inizio di luglio, la Russia ha lanciato più di 360 missili contro obiettivi civili, con l'obiettivo dichiarato di spezzare il morale ucraino distruggendo le infrastrutture energetiche durante l'inverno.
Questa tattica mira a generare un logoramento psicologico nella società ucraina e a costringere i suoi leader a negoziare in termini sfavorevoli. Tuttavia, gli analisti occidentali ritengono che questa strategia potrebbe avere l'effetto opposto, rafforzando la resistenza e il sostegno internazionale all'Ucraina.
Il dilemma di una nuova mobilitazione
Una nuova mobilitazione di massa in Russia rappresenterebbe un rischio politico ed economico significativo per il Cremlino. La mobilitazione dell'autunno 2022 ha provocato l'esodo di circa un milione di russi dal paese, di cui meno della metà è tornata. Questo precedente genera timori nel governo russo sulle conseguenze sociali ed economiche di ripetere una misura simile.
Inoltre, le attuali limitazioni militari — mancanza di equipaggiamento, ufficiali e capacità logistica — rendono impossibile assorbire efficacemente un gran numero di nuove reclute.
L'Ucraina chiede più sostegno alleato
Nel frattempo, l'Ucraina ha risposto attaccando obiettivi petroliferi russi, ma le sue autorità insistono sulla necessità di più aiuto dai loro alleati, specialmente in termini di missili offensivi e sistemi di difesa aerea. La capacità ucraina di difendersi dagli attacchi russi dipende in gran parte dalla fornitura costante di armamenti occidentali.
La visita di Andy Burnham a Kiev
In questo contesto, il nuovo primo ministro del Regno Unito, Andy Burnham, ha effettuato il suo primo viaggio all'estero da quando ha assunto l'incarico, visitando Kiev. Durante la visita, Burnham ha annunciato un accordo chiave: il Regno Unito condividerà informazioni classificate sui componenti britannici dei missili da crociera Storm Shadow, consentendo all'Ucraina di comprenderne meglio il funzionamento e la manutenzione.
Inoltre, Burnham ha richiesto più missili intercettori Patriot di fabbricazione statunitense per l'Ucraina, una richiesta che intende sollevare all'Assemblea Generale dell'ONU a New York. Questa richiesta riflette l'urgenza di rafforzare le difese aeree ucraine di fronte ai continui bombardamenti russi.
Minacce russe e la posizione della NATO
La retorica russa è diventata più ostile, con minacce di attacchi contro obiettivi militari del Regno Unito, sia dentro che fuori dall'Ucraina. Tuttavia, la valutazione occidentale indica che Putin vuole evitare un confronto diretto con la NATO; la retorica è una tattica per sfruttare le paure e influenzare le decisioni degli alleati.
Le capacità russe contro il Regno Unito includono possibili cyberattacchi o attacchi fisici a obiettivi civili tramite proxy. Un esempio citato è l'attacco a un magazzino nell'est di Londra nel 2024, per il quale sei uomini sono stati incarcerati.
La strategia di logoramento e la minaccia nucleare
La strategia di Putin si basa su una campagna di logoramento, sperando che il sostegno alleato all'Ucraina diminuisca nel tempo. In questo quadro, la Russia ha ripetutamente invocato l'uso di armi nucleari per dissuadere il sostegno occidentale, sebbene gli analisti ritengano che questo non sia un fenomeno nuovo e faccia parte del suo arsenale retorico.
La comunità internazionale osserva con attenzione questi sviluppi, mentre l'Ucraina continua a resistere e a chiedere un maggiore impegno dei suoi alleati per contrastare l'aggressione russa.