Una perdita che supera i confini
Il mondo della musica e della cultura popolare è in lutto. Dolly Parton, l'iconica cantante country, è morta martedì 25 agosto 2026 all'età di 80 anni, come confermato dal suo rappresentante. La notizia, diffusa da Rolling Stone, ha scatenato un'ondata di omaggi in tutto il mondo.
Parton, conosciuta per successi come Jolene e I Will Always Love You, non è stata solo una star della musica, ma anche una filantropa e attrice. La sua morte, avvenuta nella sua casa in Tennessee, lascia un vuoto impossibile da colmare.
Trump ordina il lutto nazionale e la saluta su Truth Social
Il presidente Donald Trump ha reagito rapidamente alla notizia. Attraverso il suo social network, Truth Social, ha espresso il suo dolore e ha ordinato che le bandiere di tutto il paese sventolassero a mezz'asta per una settimana, a partire da questa sera alle 18:00.
“Dolly Parton è stata una delle migliori cantanti country, e molto di più, DI TUTTI I TEMPI. La sua morte è una vera perdita. Non c'è mai stata nessuna come lei, e non ci sarà mai. Riposa in pace, Dolly. Il mondo ti ama”, ha scritto Trump.
Il gesto, poco comune per una figura dello spettacolo, riflette la portata del suo impatto sulla cultura americana.
Obama: “Un errore che non abbia la Medaglia della Libertà”
L'ex presidente Barack Obama si è unito anche lui agli omaggi. In un'intervista con Stephen Colbert, Obama ha definito un “errore” e una “svista” il fatto che Parton non abbia mai ricevuto la Medaglia Presidenziale della Libertà, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti. “Se la merita”, ha affermato.
La medaglia, che viene assegnata a coloro che hanno dato contributi esemplari alla sicurezza, agli interessi nazionali o alla cultura, è stata offerta a Parton in due occasioni dall'amministrazione Trump, ma lei l'ha rifiutata per ragioni non politiche. Con l'offerta di Biden, ha esitato per timore che potesse essere percepita come un atto politico.
Un'artista che ha evitato la politica, ma ha unito tutti
Dolly Parton ha sempre mantenuto una posizione neutrale in politica, il che le è valso l'affetto di entrambi gli schieramenti. Nel 2018, in un'intervista a Nightline, ha detto: “Ho molti fan e non voglio offendere nessuno. Non sono in politica, sono un'artista”.
Nel 2016, durante la campagna presidenziale, ha commentato al New York Times che con Hillary Clinton o Trump ci sarebbero stati “cambi di umore presidenziali”, e che avrebbe sostenuto Hillary se avesse vinto, che considerava “molto qualificata”. Su CNN, ha scherzato dicendo che entrambi erano “pazzi” e ha definito i dibattiti “il miglior spettacolo della televisione”.
La sua eredità filantropica è altrettanto notevole: ha fondato la Imagination Library, che regala libri ai bambini, e la Dollywood Foundation, oltre a donare alla ricerca contro il Covid-19. La sua ultima apparizione pubblica è stata nella sua stessa stazione di camion, un riflesso della sua vicinanza alla gente comune.
Un addio che unisce un paese diviso
La morte di Dolly Parton è un promemoria che la musica può trascendere le divisioni politiche. In un momento di polarizzazione, la sua figura emerge come un simbolo di unità. Come ha detto Trump, “il mondo ti ama”, e le dimostrazioni di affetto di figure di tutti i settori lo confermano.
La sua eredità vivrà nelle sue canzoni, nel suo lavoro sociale e nel cuore di milioni di fan. Riposa in pace, Dolly.