Un attracco che riaccende la disputa sulla sovranità
Il 24 agosto 2026, la petroliera VS Promise, battente bandiera britannica, ha attraccato nel porto di Ushuaia, nella provincia della Terra del Fuoco, dell'Antartide e delle Isole dell'Atlantico del Sud. L'operazione, autorizzata dall'amministrazione nazionale del porto, ha scatenato una forte reazione del governo provinciale, che l'ha ripudiata e definita 'inammissibile'.
Il porto di Ushuaia è sotto intervento del governo nazionale dal gennaio 2026, tramite l'Agenzia Nazionale dei Porti e della Navigazione (ANPyN). L'intervento è stato giustificato con ragioni di sovranità e per il carattere strategico del terminal. Tuttavia, l'arrivo di una nave britannica ai suoi moli ha generato una contraddizione che l'esecutivo fuegino non ha lasciato passare.
'È inammissibile che, invocando ragioni di sovranità, si intervenga il porto e poi si autorizzino operazioni di navi battenti bandiera britannica', hanno dichiarato dal governo provinciale.
La Legge Gaucho Rivero: un ostacolo legale per le navi britanniche
La provincia della Terra del Fuoco dispone della Legge Provinciale 852, nota come Legge Gaucho Rivero, emanata nel 2011, che vieta la permanenza, l'ormeggio e il rifornimento di navi battenti bandiera britannica nei porti della provincia. Questa norma si inserisce nella rivendicazione di sovranità argentina sulle Isole Malvinas, Georgie del Sud e Sandwich del Sud, che fanno parte del territorio provinciale secondo la Costituzione Nazionale e la Costituzione Provinciale.
Il Regno Unito mantiene l'occupazione delle isole, mentre l'Argentina sostiene la sua rivendicazione di sovranità. In questo contesto, l'arrivo della VS Promise a Ushuaia è visto come una provocazione e una violazione della normativa provinciale.
Il percorso della VS Promise e i dubbi sulla sua destinazione
Secondo i dati della piattaforma Marine Traffic, la VS Promise era stata precedentemente al terminal Río Cullen, nel nord della Terra del Fuoco, dove ha caricato greggio prima di dirigersi a Ushuaia. Il segretario per le Malvinas, l'Antartide, le Isole dell'Atlantico del Sud e gli Affari Internazionali della provincia, Andrés Dachary, ha affermato che si ignora la destinazione finale della nave e quale compagnia petrolifera l'abbia noleggiata, ma ha assicurato che 'lo scopriremo'.
La presenza di questo tipo di imbarcazioni in acque argentine non è un fatto isolato. Nel luglio 2026, la nave pattuglia britannica HMS Medway ha navigato dalle Malvinas verso il Cile attraversando acque argentine, generando una protesta diplomatica del governo nazionale.
I lavoratori portuali denunciano mancanza di trasparenza
Il direttore amministrativo contabile del porto, Gastón Castillo, ha denunciato che l'intervento non ha notificato alla provincia l'arrivo della nave e ha avvertito sulla situazione degli 82 lavoratori riassegnati e su possibili problemi salariali. 'Non c'è trasparenza nella gestione', ha sostenuto Castillo, che ha anche reclamato per la situazione lavorativa dei dipendenti portuali.
Richieste e azioni future
Il governo della Terra del Fuoco esige all'esecutivo nazionale di informare in modo immediato e pubblico i criteri che hanno autorizzato l'operazione. Inoltre, chiede la cessazione dell'intervento e la restituzione dell'amministrazione del porto alla provincia.
La provincia continuerà con azioni giudiziarie contro l'intervento e ha convocato tutti i poteri pubblici e la cittadinanza a difendere il carattere strategico del porto di Ushuaia. La disputa per la sovranità e il controllo dei porti fuegini resta aperta, e questo episodio segna un nuovo capitolo nella tensione tra Nazione e provincia.