La lotta alla ricettazione di cellulari entra in una nuova fase a Buenos Aires. Jorge Macri, a capo del Governo della Città Autonoma di Buenos Aires (CABA), ha scelto i social per lanciare il suo messaggio: in sole 48 ore, le squadre di ispezione e sicurezza hanno fatto chiudere 21 "covi" (posti clandestini) usati per la vendita di telefoni rubati. L’annuncio, pubblicato il 20 agosto 2026, non lascia spazio a dubbi: il prossimo obiettivo è la Villa 31.
Che cosa sono i "covi" dei cellulari rubati?
Nel linguaggio delle cronache e degli inquirenti, con "covo" si indica un locale o un punto di vendita dove vengono smistati e rivenduti telefoni proventiti da furti. Spesso, questi negozi apparentemente normali nascondono un traffico più ampio: si modificano i numero di serie IMEI (l’identificativo unico di ogni device) per rendere impossibile il tracciamento e il recupero. L’acquisto di un telefono rubato avviene in contanti, a prezzo ridotto, e poi il dispositivo rientra nel mercato grigio.
Secondo stime delle autorità locali, un solo punto vendita di questo tipo può muovere migliaia di dollari ogni mese. Questa operazione, però, non si è limitata alla superficie: l’azione è stata pensata per colpire l’intero sistema, dai piccoli ricettatori fino ai magazzini e ai laboratori di sblocco.
"Ora nella Villa 31. La festa è finita. Legge e ordine."
— Jorge Macri, Capo di Governo della CABA
Per chi non vive a Buenos Aires: la Villa 31 è uno dei quartieri informali più noti della capitale argentina, situato nel quartiere di Retiro, non lontano dal centro. Ha una storia lunga decenni ed è stato per anni un simbolo delle disuguaglianze, ma negli ultimi anni ha subito interventi di integrazione urbanistica e abitativa. Il nuovo annuncio lo mette al centro di una campagna di sicurezza che promette di svuotare i covi di ricettazione lì presenti.
Curiosità: Un telefono rubato perde fino al 70% del suo valore di mercato. I ricettatori lo acquistano per pochi spicci e poi lo rivendono a prezzo quasi pieno, aggiungendo un’enorme margine. Per questo è considerato uno dei guadagni illeciti più facili e redditizi.
Il nuovo fronte: Villa 31
La decisione di Macri ha una portata simbolica forte. La Villa 31 è da tempo descritta dai media locali come uno dei principali punti di passaggio e stoccaggio dei telefoni derivanti da rapine. L’intervento dovrà smontare la logistica di questa rete: i rivenditori, ma soprattutto i magazzini dove i dispositivi vengono modificati prima di arrivare al mercato.
La strategia prevede una presenza rafforzata delle forze di sicurezza, anche con pattuglie miste di polizia locale e federale, e la collaborazione con le aziende di telefonia per tracciare i device sequestrati. Si punta anche a sensibilizzare i consumatori a non acquistare prodotti senza garanzia, ma la parte più forte resta l’azione contro i punti di vendita.
Non si conoscono ancora i numeri degli arrestati o della merce recuperata. La comunicazione ufficiale ha però annunciato che le operazioni continueranno nelle prossime settimane, anche in altre zone della città.
Contesto e reazioni
Questa operazione arriva in un momento in cui la sicurezza è una delle priorità degli abitanti di Buenos Aires, come mostrano molte statistiche. I sostenitori della misura hanno accolto l’annuncio con favore, chiedendo però un piano che non si limiti alla sola Villa 31, ma che si estenda a tutti i quartieri con lo stesso livello di pressione. Alcuni esperti ricordano che l’attività di ricettazione è alimentata dai furti stessi, quindi sono necessarie anche azioni di prevenzione e di educazione.
La nostra testata ha contattato gli uffici di comunicazione del Governo per richiedere eventuali aggiornamenti ufficiali su numeri e arresti. Al momento, la sola conferma resta quella arriva dai social del Capo del Governo della CABA, che continua a reiterare la linea "Legge e ordine". Continuiamo a seguire l’evoluzione degli avvenimenti.
Articolo da Imago