Le riserve internazionali lorde della Banca Centrale argentina si avvicinano ai 50 miliardi di dollari, toccando il livello più alto degli ultimi sette anni. Questo traguardo è spinto da un surplus commerciale record e dalla forte crescita delle esportazioni agroindustriali, energetiche e minerarie, consolidando uno scenario macroeconomico solido e incoraggiante.

Un traguardo storico per le riserve argentine

L'economia argentina continua a mostrare segnali positivi e di ripresa. Il 5 agosto 2026, le riserve internazionali lorde della Banca Centrale (BCRA) hanno superato per la prima volta in sette anni la soglia dei USD 50.059 milioni. Sebbene dopo il pagamento al FMI del 6 agosto siano scese a USD 48.835 milioni, sono rapidamente risalite il 7 agosto a USD 49.455 milioni, spinte dal recupero dell'oro e dai movimenti di conto corrente.

Questo livello di riserve non si vedeva dall'anno 2019, quando si registrava un massimo storico di USD 77.481 milioni. La ripresa è notevole se confrontata con i minimi di fine 2023, quando le riserve lorde toccarono i USD 20.000 milioni e quelle nette erano in territorio negativo per USD 11.000 milioni. Attualmente, le riserve nette si collocano in un range positivo tra USD 7.000 e USD 10.000 milioni, il che implica una ricomposizione di quasi USD 20.000 milioni in due anni e mezzo.

Acquisti della BCRA e andamento del dollaro

La BCRA continua la sua strategia di accumulo, sebbene a un ritmo moderato per mantenere la stabilità del tasso di cambio. Nel corso del 2026, la Banca Centrale ha accumulato acquisti netti per USD 13.438 milioni, superando ampiamente gli obiettivi concordati con il FMI. Nella prima settimana di agosto, il saldo compratore è stato di USD 111 milioni, con una media giornaliera di USD 22 milioni per seduta.

Il dollaro all'ingrosso ha chiuso il 7 agosto 2026 a $1.498,50 ARS, registrando un lieve calo dello 0,07% in una giornata a basso volume. Il Governo cerca di mantenere la valuta sotto la linea dei $1.500, utilizzando interventi nel mercato dei futures e dollaro linked per garantire la stabilità.

Il motore delle esportazioni: record storico nel primo semestre

Il principale motore di questa ripresa è l'eccezionale performance del commercio estero. Nel primo semestre del 2026, la bilancia commerciale dei beni ha raggiunto un surplus record di USD 15.996 milioni, il più alto per un primo semestre da quando esistono registrazioni. Le esportazioni hanno generato entrate per USD 47.211 milioni, mentre le importazioni hanno totalizzato USD 31.215 milioni.

Un dato rilevante è che sia il conto corrente sia il conto finanziario hanno registrato risultati positivi, una combinazione che si è vista solo nel 2007 e nel 2022 negli ultimi 25 anni.

Agroindustria, energia e mineraria: la diversificazione che il Paese necessitava

L'agroindustria si conferma come principale generatore di valuta, apportando un surplus valutario di USD 19.984 milioni nel primo semestre. Tuttavia, il vero balzo è stato compiuto dai settori energetico e minerario, le cui esportazioni nette hanno raggiunto i USD 9.632 milioni, rappresentando un miglioramento interannuale vicino al 75%.

Complessivamente, le esportazioni dei complessi agroindustriali, energetici e minerari hanno totalizzato USD 40.266 milioni, un 27% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo dimostra una maggiore diversificazione dell'offerta esportatrice, consolidando un secondo pilastro per la generazione di dollari.

Dati chiave del primo semestre 2026

  • Surplus conto corrente: USD 2.867 milioni
  • Surplus conto finanziario: USD 786 milioni
  • Surplus bilancia dei beni: USD 15.996 milioni (record storico)
  • Esportazioni totali: USD 47.211 milioni
  • Importazioni totali: USD 31.215 milioni

Un orizzonte incoraggiante

Il rafforzamento delle riserve internazionali e il boom delle esportazioni generano uno scenario macroeconomico più solido. Gli analisti della city prevedono che questo progresso potrebbe spingere rialzi fino al 5% sui titoli sovrani in dollari, con la possibilità che il rischio paese si comprima fino alla zona dei 350 punti base.

Fonti: BCR, El Litoral, iProfesional, Ámbito Financiero.