Una notte di decisioni al Congresso
Nella notte del 7 agosto 2026, dopo un dibattito durato ore, il Senato argentino ha concesso l'approvazione in prima lettura alla Legge sull'Inviolabilità della Proprietà Privata. Il voto si è concluso con 37 favorevoli e 33 contrari, segnando una tappa significativa per il governo di Javier Milei.
Ritiri strategici per trovare un accordo
Per evitare la sconfitta totale del progetto, il partito di governo ha deciso di ritirare i due capitoli più controversi del testo originale:
- Capitolo III (Legge delle Terre): riguardava la modifica delle restrizioni all'acquisto di terre da parte di stranieri. Il ritiro è avvenuto dopo una forte pressione sociale e il rifiuto degli alleati, contrari a eliminare i limiti alle vendite a cittadini stranieri.
- Capitolo IV (Legge sulla Gestione del Fuoco): eliminato in extremis dopo che il governo ha constatato di non avere i voti necessari. I senatori delle province con risorse strategiche sono stati decisivi in questa scelta.
L'iniziativa, promossa dal ministro della Deregolazione e Trasformazione dello Stato, Federico Sturzenegger, passa ora alla Camera dei Deputati per la discussione definitiva.
Cosa è stato approvato
Con i capitoli ritirati, la legge mantiene il focus sulla protezione della proprietà:
- Sfratti rapidi: implementazione di un processo sommario con 10 giorni di intimazione e cauzione giurata.
- Espropri: restrizioni più severe, con priorità al pagamento anticipato delle indennità.
- Digitalizzazione: ammodernamento dei registri immobiliari per la regolarizzazione dei titoli di proprietà.
Manifestazioni in piazza
Fuori dal Congresso, migliaia di persone si sono radunate al grido di “La patria non si vende”. Il dispositivo di sicurezza ha portato a incidenti, con un bilancio di oltre 1.500 feriti e 28 fermati. Una fotografa ha riportato una frattura cranica, ma secondo fonti mediche sta migliorando.
Contesto sociale e impatto culturale
La resistenza al capitolo sulle terre ha guadagnato una forza enorme sui social media. Artisti come Tini Stoessel, che ha pubblicato lo slogan ai suoi 22 milioni di follower, Lali Espósito, Emilia Mernes e il calciatore Lisandro Martínez si sono espressi contro. Anche durante i concerti di Rosalía a Buenos Aires, il pubblico ha intonato lo slogan.
Secondo sondaggi della società di consulenza Zuban Córdoba y Asociados, quasi l'80% degli argentini sostiene la necessità di porre limiti alla vendita di terre agli stranieri, un fattore che ha influenzato il ritiro del governo.
Una democrazia in azione
La giornata ha dimostrato la vitalità del dibattito parlamentare, dove consensi e dissensi modellano le leggi. Il progetto avanza verso la Camera dei Deputati, aprendo un nuovo capitolo di dialogo e costruzione istituzionale per l'Argentina.
Fonti: El País, Infobae, Parlamentario e La Nación.